domenica 5 ottobre 2014

Conoscere per capire. Area Pittaluga

L'Associazione Posidonia, accogliendo anche le istanze di numerosi cittadini, ha promosso una pubblica assemblea per dibattere, insieme all'Amministrazione, sulla situazione dell'area Pittaluga e del sistema fognario nella frazione delle Grazie.
Inizialmente la riunione era prevista per il 9 ottobre ma l'Amministrazione ci ha fatto sapere di non poter intervenire in quella data e ha dato la disponibilità per un altro giorno, ancora non fissato, ma comunque entro la fine del mese di ottobre.
Sulla grave situazione di inquinamento dell'area abbiamo scritto nel post precedente e nella pagina dedicata. Aggiungiamo che questa area è inserita nell'elenco dei siti regionali da bonificare nella tabella B, cioè tra quei siti per i quali è stato presentato un progetto di bonifica. Nell'aggiornamento dell'elenco dei siti pubblicato nel gennaio 2013 nel BUR della Regione Liguria, è scritto che per l'area Pittaluga esiste un progetto di bonifica e messa in sicurezza ma non c'è nessuna certificazione di avvenuta bonifica.
Dopo la pubblicazione del post precedente, e quasi contemporaneamente alla nostra richiesta di assemblea, l'area Pittaluga è stata cantierata ed è comparso un cartello che annuncia “lavori di sistemazione e asfaltatura” eseguiti dall'Autorità Portuale con progetto dell'ing. Simonelli.
I cittadini come al solito vedono le cose accadere e devono limitarsi ad un atto di fede sulla bontà dell'operato ma molte sono le domande che si fanno, sia di natura amministrativa che, soprattutto, di natura igienico-sanitaria.


 
Abbiamo già scritto QUI della “stranezza” amministrativa di dare incarico nel 2012 di progettare un intervento urbanistico su un'area fortemente inquinata, ora dobbiamo porci anche un'altra domanda: se la competenza sull'area è dell'Autorità Portuale e suo è il progetto che si sta realizzando, perché l'Amministrazione precedente ha speso denaro pubblico per un progetto di asfaltatura/ tombamento? Danno erariale?
Ma ben più pressanti sono le domande sulla situazione sanitaria/ambientale. Che cosa c'è sotto quell'area lo abbiamo letto nelle analisi commissionate dalle due amministrazioni precedenti e lo abbiamo sintetizzato QUI: piombo, zinco, cromo, idrocarburi aromatici, ecc., tutte sostanze altamente cancerogene. Nel nostro Golfo non è mai stata fatta una seria indagine epidemiologica (chiediamoci perché) ma è sufficiente guardarsi intorno per vedere che quasi non c'è famiglia che non sia stata toccata da tumori, e non solo quelli polmonari o femminili che sono i più diffusi, ma anche da altre patologie quali ictus, ischemie, infarti o alzheimer, patologie che ormai è noto sono legate all'inquinamento, ai molti veleni che respiriamo e mangiamo e ai metalli pesanti con i quali veniamo in contatto.
Lo scopo di questa prossima riunione, e di altre che speriamo seguiranno su altri temi molto sentiti dai cittadini, può essere condensato in uno slogan: conoscere per capire.
Per l'area Pittaluga vorremmo conoscere se è stato preso in esame ogni possibile scenario, quale tipo di progetto si sta realizzando, per capire se è sufficiente a tutelare la salute dei cittadini. Vorremmo fosse superato l'atteggiamento minimizzante e un po' da struzzi di chi, per quieto vivere o interesse personale, non vuole vedere.
Naturalmente ci auguriamo che a nessuno venga la sciagurata idea di strumentalizzare a fini partitici queste riunioni, significherebbe non averne capito lo spirito e non avere veramente a cuore la salute e gli interessi della comunità.
Vorremmo si arrivasse con queste assemblee a guardare in faccia quello che ci circonda per cercare tutti insieme, cittadini e amministratori, soluzioni che non siano i soliti interventi di facciata ma siano prima di tutto rispettose della nostra salute e del nostro benessere.
La salute è tutelata dalla Costituzione Italiana che all'articolo 32 sancisce “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività tutelato dallo Stato”.
Il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e il consiglio comunale condivide questa responsabilità. Il sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso, deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta.

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