martedì 9 ottobre 2018

Partecipazione: a quale gradino?

Pubblichiamo il documento inviato oggi via pec alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, al Ministero della Difesa Ufficio generale Dismissione Immobili e a FILSE Spa, cioè ai componenti della Cabina di regia prevista dal Protocollo di Intesa per la valorizzazione dell’isola Palmaria

Dopo la pubblicazione degli scenari presentati dallo studio Land vorremmo ribadire la nostra posizione sul Protocollo di Intesa firmato nel marzo 2016 dal Comune di Porto Venere, Regione Liguria, Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa, per la cessione e riqualificazione di immobili presenti sull’isola Palmaria, e sul percorso cosiddetto partecipato messo in atto per l’attuazione di questo Protocollo.
Si tratta di considerazioni che in parte abbiamo già espresso al Tavolo Tecnico QUI con documento del 2 luglio 2017 e che qui riprendiamo.

Il Protocollo di Intesa è fortemente sbilanciato a favore del Ministero della Difesa e non è uno scambio equo, né tantomeno a costo zero, per il Comune di Porto Venere. In cambio infatti dell’acquisizione di edifici fatiscenti e la cui ristrutturazione comporterà una spesa non indifferente, il Comune si impegna a ristrutturare i beni che rimangono nella disponibilità del Ministero della Difesa: due stabilimenti balneari e alcune costruzioni. Oltre al rifacimento di impianti di acqua, luce e gas, dovrà sistemare gli spogliatoi, le discese a mare, gli infissi, le pavimentazioni e quant’altro. Il Protocollo prevede anche la possibilità per lo stabilimento del Terrizzo di un ampliamento del 20%. Conseguenza? Neppure vendendo tutti gli immobili acquisiti e alienandoli quindi dal patrimonio pubblico (in altro scritto ci siamo soffermati sulla definizione costituzionale di “demanio”) la casse del Comune andranno in parità. Ma non esiste solo la parità finanziaria, in ogni caso i cittadini avranno perso beni del loro patrimonio comune.

domenica 2 settembre 2018

Presidente Conte, c'è posta per lei




Dopo l’esplosione in autostrada nei pressi di Bologna di una autocisterna contenente GPL liquido a seguito di un banale tamponamento, abbiamo inviato al Presidente Conte e ai Ministri Costa, Di Maio e Toninelli una seconda nota sulla pericolosità dell’impianto di Panigaglia, pericolosità dovuta alla sostanza trattata e amplificata dal contesto ambientale in cui il rigassificatore è inserito, a partire dalla strada che lo collega alla città della Spezia
Ricordiamo che dopo la prima nota inviata (v. post del 3 luglio 2018) è stata lanciata una raccolta firme su Change.org, raccolta ancora attiva qui

Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Ministro dello Sviluppo Economico
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Le Grazie 11 agosto 2018

OGGETTO: Ulteriori considerazioni dell’Associazione Posidonia sul rigassificatore di Porto Venere, baia di Panigaglia

Onorevole Presidente e Onorevoli Ministri
abbiamo inviato una nota il 3 luglio in cui segnalavamo la pericolosità, già allo stato attuale, del rigassificatore di Porto Venere, baia di Panigaglia, pericolosità che verrebbe enormemente ampliata dalla trasformazione che si sta ipotizzando.
Ricordiamo che è allo studio la possibilità di affiancare al rigassificatore uno small scale e di far viaggiare autocisterne cariche di gas sulla strada napoleonica che unisce Panigaglia con la città della Spezia fino all’ingresso in autostrada, oppure, non si capisce se in alternativa o unito a questo traffico su strada, far viaggiare le autocisterne via mare su chiatte con una rotta perpendicolare a quella di tutti i mezzi che ogni giorno solcano il golfo.
Alla luce del terribile incidente di Bologna che, come quello di Viareggio, ci fa capire quanto sia impossibile e del tutto teorico parlare di assenza di pericoli, e dopo aver sentito il Presidente Conte a Bologna affermare la “priorità della sicurezza”, vi preghiamo di considerare con estrema attenzione l’effetto catastrofico di un incidente analogo tra i borghi e le abitazioni che costeggiano il golfo e nel mezzo del golfo stesso.
Ci permettiamo di ricordarVi che il GPL esploso a Bologna e a Viareggio si espande 1 a 270, cioè un litro di liquido si trasforma in 270 litri di gas mentre il GNL che viaggerebbe via mare e via terra nel nostro golfo si espande 1 a 600, cioè un solo litro, uno solo, contenuto nell’autocisterna formerebbe una nuvola di 600 litri di gas nell’aria e sarebbe sufficiente un banale innesco per provocare un’esplosione con conseguenze catastrofiche.
Segnaliamo che la nota inviatavi è stata trasformata in una petizione su change.org che in pochi giorni ha raggiunto e superato le 1000 firme.
Confidiamo vorrete porre la massima attenzione a questo problema, siamo disponibili a fornirvi qualsiasi ulteriore informazione e ci auguriamo di avere presto una vostra visita.


venerdì 10 agosto 2018

Pitelli, un disastro ambientale


Il libro di Mattia Bernardo Bagnoli e Roberto Lamma descrive in modo romanzato, una vicenda molto nota agli spezzini, quella della discarica di Pitelli (Belvedere nel libro), dei veleni sotterrati in quella collina e delle carrette del mare partite da Spezia e mandate a inabissarsi cariche di fusti con materiale tossico e anche radioattivo.
Il libro prende avvio dall’arresto di Osvaldo Bava, potente imprenditore locale e boss nel campo dello smaltimento dei rifiuti, attività avviata e gestita con la protezione della politica e dei servizi segreti. Il gotha del partito che amministra da sempre Spezia è in subbuglio: i magistrati di Arquata Po, il piccolo centro del Nord dove ha origine l'inchiesta, con le loro indagini rischiano di portare a galla decenni d'inconfessabili accordi e malepratiche di governo del territorio. 
Cosa si nasconde realmente nelle fosse della discarica di Belvedere? Chi trae vantaggio dal losco commercio dei rifiuti tossico-nocivi d'origine industriale? Lorenzo Arra, non più giovane avvocato di Spezia vede d'improvviso confermate le sue peggiori ipotesi. Contemporaneamente, il colonnello dei Servizi Segreti Tazio Ambrosi rientra da una lunga missione in Somalia. Ufficiale onesto e fedele alla Costituzione, è stato in missione nel Corno d'Africa dove dominano i signori della guerra che per avere accesso alle armi sono pronti a spalancare le porte del Paese allo smaltimento dei peggiori rifiuti, anche radioattivi, prodotti in Italia e in Europa. E la città di Spezia diventa crocevia di questi traffici di cui, per ordini superiori, non si deve neppure parlare. 


martedì 3 luglio 2018

Nota inviata a Presidente Consiglio dei Ministri

                        
                                         
                                                                                            Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Ministro dello Sviluppo Economico
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

                                                              
Le Grazie 2 luglio 2018

OGGETTO: Note dell’Associazione Culturale di Promozione Sociale POSIDONIA in merito all’impianto di rigassificazione della società GNL Italia sito nella baia di Panigaglia del Comune di Porto Venere


Onorevole Presidente e Onorevoli Ministri

prima di tutto ci presentiamo. Siamo un’Associazione che opera ormai da circa 10 anni nel Comune di Porto Venere in qualità di Presidio Paesistico Partecipativo, per la valorizzazione culturale e paesaggistica del territorio. Con questo spirito ci siamo più volte occupati del rigassificatore presente nella baia di Panigaglia, sottolineandone la pericolosità per l’ambiente, la salute e la vita stessa dei cittadini. Consentiteci una breve descrizione dell’impianto e soprattutto del sito in cui è ubicato.

L’impianto di rigassificazione, di proprietà della GNL Italia, società del gruppo Snam, è inserito in una baia della costa occidentale del Golfo della Spezia, golfo di modestissime dimensioni, densamente trafficato e abitato. 

venerdì 30 marzo 2018

PUC: documento obiettivi e procedura di VAS

Il Comune di Porto Venere sta procedendo alla revisione del PUC attualmente in vigore, approvato nell'ormai lontano 2002. Siamo ancora nella fase iniziale, alla stesura del Documento Obiettivi per la cui costruzione l'Amministrazione ha svolto incontri nelle tre frazioni e ha richiesto contributi ai cittadini. Questa mattina abbiamo inviato all'Ufficio di Pianificazione il contributo dell'Associazione che potete leggere qui sotto. Abbiamo diviso il contributo in due parti: la prima descrive gli obblighi di legge sull'applicazione della VAS e la seconda esamina quelle che sono a nostro parere le criticità del territorio su cui sarà necessario intervenire. 
Per la prima parte abbiamo avuto un grande aiuto da Marco Grondacci e dai suoi scritti e per questo lo ringraziamo.



Appunti metodologici sulla costruzione del documento obiettivi e sulla procedura VAS

Leggiamo nel sito della Regione Liguria (che riprende le prescrizioni dell’art. 5 del Dlgs
152/2006):
La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è un processo di valutazione ambientale introdotto dalla Direttiva 2001/42/CE con l'obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile.
Più precisamente, la valutazione ambientale prevede:
- l'elaborazione di un rapporto di impatto ambientale,
- lo svolgimento di consultazioni,
- la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni
- la messa a disposizione, del pubblico e delle autorità interessate, delle informazioni sulle decisioni prese.”

La Regione Liguria con la L.R. 32/2012, successivamente integrata con la L.R. 6/2017, ha regolamentato la procedura di VAS.
In particolare, per quanto riguarda la costruzione o la revisione di un PUC, la VAS (ordinaria o con procedura di assoggettabilità, in questo caso non cambia) prescrive che mentre si elaborano gli obiettivi del preliminare di PUC si debbano definire gli obiettivi ambientali. Il che significa che, accanto alla elaborazione degli obiettivi settoriali del piano (edificato, servizi pubblici, infrastrutture viarie, impianti industriali, ecc.) devono essere individuati gli obiettivi ambientali (riduzione emissioni in atmosfera, riduzione produzione rifiuti, riduzione suolo consumato, ecc.) da raggiungere attraverso il piano.


mercoledì 31 gennaio 2018

Palmaria area strategica


La Regione Liguria ha promulgato il 28 dicembre u.s. la Legge Regionale n. 29 “Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2018”. L’articolo 2 individua sette ambiti territoriali, definiti strategici, finalizzati alla realizzazione di interventi infrastrutturali nei settori: risanamento idrogeologico, bonifiche e riqualificazione ambientale e paesaggistica, risanamento della qualità dell’aria, riqualificazione del territorio e dei centri urbani, interventi sulle infrastrutture e opere pubbliche, turismo, innovazione, formazione.
Ad una prima lettura l’articolo 2 non desta particolari allarmi; è vero, c’è il termine “riqualificazione”, concetto che, per l’esperienza maturata negli anni, non abbiamo mai visto applicare tenendo come prioritario il rispetto per il territorio ma, al contrario, lo abbiamo visto usato come passe-partout per attuare i peggiori disastri.

venerdì 5 gennaio 2018

Sulla verifica di adeguatezza del P.U.C. nel Comune di Porto Venere

Dialogo immaginario (ma non troppo)

- Aiuto, ci siamo dimenticati il processo partecipativo!
- Fa niente, inseriamolo nel primo atto che dobbiamo pubblicare.
- Ma il tempo ormai è poco per svilupparlo, dobbiamo terminare la verifica del P.U.C. prima delle nuove elezioni.
- Pazienza, faremo le solite tre assemblee, una per frazione, e presenteremo/illustreremo quanto fatto tramite le solite slides.
- Ma non sarà un processo partecipativo, al più possiamo chiamarlo comunicativo.
- Andrà bene lo stesso, tanto nessuno se ne accorgerà!

Nel maggio 2012 la Regione Liguria inviò a molti comuni, tra i quali anche quello di Porto Venere, una Comunicazione con cui richiamava l’attenzione delle Amministrazioni sull’obbligo di provvedere alla verifica di adeguatezza del P.U.C. entro il semestre precedente la scadenza del termine di dieci anni dalla sua approvazione.
Il P.U.C. attualmente in vigore nel Comune di Porto Venere è stato approvato il 26 febbraio 2002 quindi secondo quanto comunicato dalla Regione la revisione avrebbe dovuto essere compiuta entro il 26 agosto 2011.
La comunicazione della Regione sottolinea che, in base alla L.R. 36/1997 e s.m., la verifica prevista dall’art. 45 è un adempimento obbligatorio cui i comuni devono provvedere “in quanto costituisce presupposto indispensabile rispetto a ogni iniziativa pianificatoria di variazione del P.U.C. che tali A.C. intendessero nel frattempo assumere”.
Come dire che eventuali varianti al P.U.C. che siano state approvate dopo il 26 agosto 2011 sono nulle?

mercoledì 20 dicembre 2017

Un ricordo

 
E’ mancato l’ingegner Pierpaolo Bracco, persona molto importante per noi e per tutti i cittadini del Golfo. Sempre in prima linea nelle battaglie in difesa dell’ambiente, della democrazia, contro i soprusi, la prepotenza e spesso la stupidità di progetti insensati e devastanti. Nel corso della sua vita è stato sempre al fianco di associazioni e comitati impegnando tutto il suo sapere tecnico e la sua passione umana per esaminare progetti e per suggerire soluzioni alternative che fossero più rispettose non solo del territorio e della sua storia ma anche dei diritti dei cittadini.
Abbiamo perso un amico e un prezioso compagno di viaggio, ne sentiremo la mancanza.

venerdì 17 novembre 2017

Un nuovo campo sportivo? Perplessità e timori



Abbiamo letto su La Nazione del 13 novembre un articolo dal titolo “Rivoluzione urbanistica a Fezzano, Parcheggio sotto il campo da calcio”.
Viene presentato un progetto di modifica dell’attuale campo sportivo che prevede pavimentazione in sintetico, adeguamento delle misure e sopraelevazione con realizzazione di parcheggio sotterraneo. Si tratta di un progetto da molti anni ormai, almeno dal 2009, nei cassetti dell’Amministrazione comunale, ne avevamo già sentito parlare dal sindaco Nardini. Ora pare vada in porto, visto che c’è già stato l’accordo con le società sportive delle tre frazioni del Comune di Porto Venere.
Questa notizia ci suscita alcune riflessioni

Sul metodo

Di questo progetto i cittadini del Fezzano hanno sempre sentito solo qualche chiacchiera, dalla precedente amministrazione e anche dall’attuale, sempre in riunioni in cui l’argomento non era all’ordine del giorno ma se ne accennava quasi en passant, come di una cosa ipotetica e sulla quale la popolazione sarebbe poi stata coinvolta. Ora scopriamo che, senza che ci sia mai stato presentato un progetto né tantomeno chiesto un parere, senza che sia stata mai indetta dall’Amministrazione una riunione sull’argomento, la cosa è andata avanti, tanto che c’è già un accordo con le società sportive che gestiranno insieme la struttura.
Ancora una volta si mette in pratica un metodo già tristemente sperimentato dalla comunità, considerare i cittadini semplici spettatori ai quali dare informazioni, mettendo in pratica l’equazione comunicazione = partecipazione.
Su questa strana idea di partecipazione abbiamo scritto più volte e purtroppo ci torneremo, anche in relazione alla vicenda Palmaria


martedì 24 ottobre 2017

Palmaria non è una preda


Abbiamo letto sul Secolo XIX di domenica 22 ottobre la ricostruzione della visita sull’isola Palmaria di un imprenditore, Michele De Negri, arrivato con elicottero privato e accompagnato poi da sindaco e tecnici del comune a visionare alcuni beni in dismissione tra cui il Forte Palmaria. Questa visita apre la strada a non troppo fantasiose ipotesi sul futuro dell’isola, futuro che era già stato tracciato quando si parlava di Capri della Liguria o di turismo di altissimo livello.
Ci sono due aspetti di questa vicenda che vanno messi in evidenza. Il primo è di ordine sociale/costituzionale e non ci riferiamo solo ai beni in dismissione dal demanio militare ma anche a quelli già nella disponibilità del Comune come Casa Carassale sull’isola o la casa del Capitano sul promontorio di Porto Venere. Della vendita di casa Carassale a una società con sede in Estonia (ma con nomi italianissimi nel C.d.A.) si parla nella stessa pagina del giornale, mentre l’asta per la casa del Capitano deve ancora essere bandita. Si tratta, dicevamo, di due beni appartenenti al Comune, cioè alla Comunità e, come scrivono autorevoli costituzionalisti come Paolo Maddalena, tali beni sono a tutti gli effetti beni comuni, cioè beni “fuori commercio e in proprietà collettiva, e che, pertanto, sono inalienabili, inusocapibili e inespropriabili”.