mercoledì 17 marzo 2021

Area Pittaluga: finalmente sarà bonificata?

 


Abbiamo letto nella stampa locale che la Regione Liguria ha stanziato fondi per la bonifica dell’Area ex Pittaluga alle Grazie, fondi provenienti dalla quota prevista per la Liguria nel programma per la bonifica dei siti contaminati varato dal Ministro Costa. A nostro parere questa notizia non dovrebbe essere accompagnata da nessun trionfalismo, si dovrebbe invece chiedere scusa alla comunità del golfo (perché l’Area ex Pittaluga è un sito inquinato nel golfo) per il ritardo e per la superficialità con cui negli anni è stato trattato questo problema.

domenica 21 febbraio 2021

Itticoltura sostenibile

 


Abbiamo letto la Comunicazione del Comune di Porto Venere all’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale in cui si richiede che la concessione Demaniale Marittima intestata alla Società Piscicoltura Portovenere, in scadenza il 31/12/2020, venga rinnovata per un solo anno, tempo necessario allo spostamento dell’impianto all’esterno della diga foranea. Si tratta di una concessione per 24000 mq a mare più 400 a terra, all’interno del Golfo della Spezia, nella baia delle Grazie a ridosso di Punta Pezzino, dove è collocato l’impianto di itticoltura.

Nella Comunicazione del Comune di Porto Venere viene citato come motivo della richiesta il vigente PUD che prevede, per il tratto di costa oggetto della concessione, la destinazione d’uso “costa naturale”.

Non è questo l’unico motivo, a nostro avviso, per cui non è più rimandabile lo spostamento dell’attività, nata nel 1987, in un’area più idonea e rispondente alle normative che disciplinano tali impianti. Questo spostamento deve ovviamente coniugarsi con il pieno e totale mantenimento dei posti di lavoro che non devono essere oggetto di contrattazione o utilizzati come forma di ricatto.


domenica 20 dicembre 2020

Una nota sulla grave situazione a Porto Venere


Il nostro sindaco, Matteo Cozzani, è quasi sempre assente da Porto Venere, da quando, ancora prima delle elezioni, è stato nominato capo dello staff e, successivamente, capo di gabinetto di Toti.

Con la scusa del COVID nega lo svolgimento dei Consigli Comunali in presenza. L’opposizione ha protestato, forte anche della nota della Prefettura pervenuta all’Amministrazione che non vieta lo svolgimento in presenza, purché nel rispetto delle norme anti-Covid. Chi conosce la sala Consiglio di P.V. sa che può contenere tranquillamente 14 persone ben distanziate. Lo svolgimento in presenza favorirebbe sia la discussione in aula che la comprensione da parte del pubblico collegato in rete.


lunedì 19 ottobre 2020

Parte terza - Il Parco oggi


Nei due post precedenti abbiamo descritto le leggi che hanno portato alla nascita del Parco Naturale Regionale di Porto Venere e i principali strumenti che ne attuano le finalità. Abbiamo messo in luce come alcune decisioni sulla gestione del Parco abbiano creato situazioni di forte debolezza e non abbiano affatto contribuito allo sviluppo e alla tutela del Parco stesso.

Il primo nodo sta proprio nella gestione del Parco di Porto Venere che non è affidata a un Ente dotato di autonomia amministrativa e funzionale e di personalità giuridica di diritto pubblico, come prescriverebbe la legge regionale sulle aree protette, la 12/1995, ma è affidata al Comune. Come abbiamo già scritto solo altri due Parchi in Liguria sono a gestione comunale, Piana Crixia e Bric Tana, e questo perché, essendo i due Parchi nati prima della approvazione della legge quadro nazionale sulle aree protette, sono stati eccezionalmente e provvisoriamente affidati alla gestione diretta da parte dei Comuni. La legge quadro sulle aree protette, la 394 del 1991, stabilisce invece che i Parchi regionali siano gestiti da appositi Enti parco.

sabato 17 ottobre 2020

Parte seconda - Gli strumenti attuativi delle finalità del Parco Naturale Regionale di Porto Venere

 


L’articolo 4 della L.R. 30/2001 individua gli strumenti attuativi delle finalità del Parco, cioè il Piano dell'Area protetta ed il Piano pluriennale socio-economico.

Il Piano del Parco

Il Piano dell’Area protetta, o Piano del Parco, viene adottato dal Consiglio Comunale di Porto Venere con Deliberazione n. 20 del 27 aprile 2004, approvato con Deliberazione n. 70 del 28 dicembre 2005, dopo aver valutato le Osservazioni presentate dai cittadini, e quindi inviato alla Regione con nota 431 del 19 gennaio 2006. Il Consiglio Regionale approva definitivamente il Piano del Parco con delibera 38 dell’11 ottobre 2007.

Nel Piano approvato dalla Regione viene modificata la perimetrazione dell’area marina, così come richiesto dalla Commissione per la tutela del tratto di mare nominata ai sensi della Legge 30/2001. Questa commissione, con voto unanime nella seduta del 23 gennaio 2007, aveva chiesto di apportare alcune modifiche alla perimetrazione per includere aree di speciale rilevanza ecologica. Vengono così inseriti il tratto che costeggia l’isola Palmaria, tra Punta Secca e punta Beffettuccio, per la presenza di vaste praterie di posidonia, e tutto il periplo delle isole Tino e Tinetto, non solo le falesie a mare aperto già comprese nell’ATM. Il Parco nel suo complesso, terrestre e marino, assume così la connotazione che ha conservato fino ad oggi.


venerdì 16 ottobre 2020

Parte Prima . La nascita del Parco Naturale Regionale di Porto Venere

 

Inizia con questo la pubblicazione di tre post dedicati al Parco Naturale Regionale di Porto Venere. Nei primi due post ripercorriamo le leggi, nazionali e regionali, che hanno portato all’istituzione del Parco e esaminiamo i due principali strumenti attuativi delle sue finalità. Il terzo post descrive lo stato attuale del Parco ed è quindi una denuncia delle carenze e difficoltà che lo stanno soffocando




Nel 1941 il Ministero dell’Educazione Nazionale dichiarava il notevole interesse pubblico dell’isola Palmaria, del Tino e del Tinetto con il promontorio di Portovenere in quanto, come riconosceva la legge 1497 del 1939, “cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica” e “bellezze panoramiche considerate come quadri naturali”.

Gli faceva eco la Commissione provinciale di La Spezia per la tutela delle bellezze naturali che sottolineava “la grande importanza panoramica dell’isola Palmaria che unitamente alle minori del Tino e del Tinetto e al promontorio di Portovenere racchiude ed inquadra il Golfo di La Spezia in uno scenario di cospicua bellezza naturale”.

Dal riconoscimento di questa “cospicua bellezza” nascerà il Parco Naturale Regionale di Porto Venere. Vediamone brevemente la storia facendoci guidare dalle leggi, nazionali e regionali, che hanno portato alla sua realizzazione.


sabato 18 luglio 2020

Osservazioni alla trasformazione della centrale Enel della Spezia


 


Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Direzione Generale per la crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo


Via Cristoforo Colombo 44 - 00147 Roma


Osservazioni al progetto: Sostituzione dell’unità a carbone esistente con una nuova unità a gas per la Centrale Termoelettrica “Eugenio Montale” della Spezia


Premessa

L’Accordo di Parigi, gli obiettivi di decarbonizzazione, l'urgenza della crisi climatica ma anche l’emergenza sanitaria richiedono, da parte di tutti gli Stati del Mondo, Italia compresa, un cambio di rotta forte e innovativo che deve vedere il settore energetico protagonista di un cambio radicale non solo nel modo di produrre energia elettrica e termica, che entro il 2040 dovrà escludere l’uso delle fonti fossili, ma anche nel modo di approvvigionamento, di distribuzione, di consumo attraverso un modello distribuito da fonti rinnovabili in cui i consumatori (cittadini, amministrazioni e imprese) diventano produttori e autoconsumatori e in cui gli elettrodomestici non saranno solo più punti di consumo, ma anche fonti di accumulo. Così come la mobilità, che dovrà essere ripensata ed adeguata alle necessità della transizione energetica e alla decarbonizzazione.
In questo nuovo scenario, determinante per la salvaguardia delle comunità cittadine, dei centri urbani, dei territori agricoli e di pregio e dello stesso tessuto produttivo, sarà non solo la posizione che ogni Paese avrà rispetto all’urgenza di affrontare e combattere i cambiamenti climatici, ma anche quali strade si vorranno percorrere. Certo è, che questo cambiamento richiede investimenti importanti non solo in termini di infrastrutture e impianti, ma anche e soprattutto in termini di reti, di accumuli, di mezzi di trasporto collettivo, di veicoli ed utenze smart e di tutta l’economia nazionale.
Per fare questo è urgente e necessario affrontare le “regole del gioco” della nostra economia, nate ai tempi di Adam Smith (1723–1790, padre fondatore dell'economia politica) e cresciute nell’era dell’abbondanza di energia fossile. Per questo tagliate su misura e strumentali per questo tipo di modello di sviluppo.
Per consentire la transizione verso le rinnovabili occorre intervenire prima di tutto sulle regole, in modo da eliminare le barriere burocratiche che impediscono lo sviluppo delle tecnologie sostenibili, e di rendere economicamente conveniente la loro applicazione.

mercoledì 30 ottobre 2019

Osservazioni al Piano di Emergenza Esterna del rigassificatore di Panigaglia



L’associazione Posidonia ha inviato al Prefetto della Spezia le Osservazioni al Piano di Emergenza Esterna del rigassificatore di Panigaglia, osservazioni sottoscritte anche da Legambiente e Italia Nostra.
Vorremmo ancora una volta precisare che non siamo contrari alla presenza di un impianto industriale nel Comune di Porto Venere, non pensiamo si debba vivere di solo turismo o che l’unica possibilità per la baia di Panigaglia sia installarvi l’ennesimo porticciolo. Quello cui siamo contrari è la presenza nella baia e in generale nel golfo di un impianto Seveso di categoria superiore, ad alto rischio di incidente rilevante.
Lo stabilimento della GNL Italia è stato autorizzato circa 50 anni fa, quando non c’erano le normative di oggi e c’era una diversa sensibilità nei confronti dei cittadini e dell’ambiente accompagnata da una distorta idea di futuro. Con l’evolversi della legislazione europea e italiana è diventato sempre più difficile conciliare questo impianto e i suoi annessi (la nave gasiera e il metanodotto che percorre le colline che fanno da cornice al golfo) con le numerosissime attività che insistono in questo spazio ristretto e così densamente abitato.
Questo impianto collide con tutte le numerose altre attività presenti nel golfo, dal porto mercantile a quello militare, dalla stazione crocieristica ai cantieri nautici, dai porticcioli ai battelli di servizio e così via
Le Osservazioni sono state costruite proprio mettendo in evidenza il territorio in cui è inserito lo stabilimento, la popolazione residente e quella fluttuante, trattandosi di zona altamente turistica, e gli studi sull’emergenza climatica che ci danno la certezza di precipitazioni e fulminazioni sempre più violente.
Soprattutto si è messa in evidenza la mancanza di informazione alla popolazione anche se i vari Decreti Legislativi che si sono succeduti fin dall’approvazione della prima direttiva europea cosiddetta Seveso, recepita in Italia nel 1988, hanno sempre messo come punto centrale il coinvolgimento della popolazione. Riguardo a questo impianto tale coinvolgimento non c’è mai stato e si è sempre preferito lasciare i cittadini all’oscuro e inconsapevoli non solo dei rischi che corrono ma anche dei comportamenti di autoprotezione da mettere in atto in caso di incidente.
Proprio per favorire una maggiore e più approfondita informazione alla popolazione è chiesto in premessa che, come consentito dalla legge, il termine per produrre osservazioni venga posticipato.
Dello stesso tenore sono le numerosissime mail che stanno arrivando al Prefetto e speriamo venga accolta la richiesta



domenica 21 luglio 2019

Palmaria. Il Masterplan e i valori paesistici dell'isola

L’isola Palmaria, per la cui valorizzazione è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa e elaborato un Masterplan QUI che stiamo riesaminando in tutte le loro implicazioni, è inserita dal 1997 nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO e dal 2004 rientra nelle disposizioni del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio come paesaggio protetto. Dopo l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale è stata definita l’Area di Tutela Marina e dal 2001 l’isola è stata inclusa nel Parco Regionale di Porto Venere. E’ Sito di Interesse Comunitario, IT 1345103, istituito nell’ambito di Natura 2000 con lo scopo di garantire il mantenimento della conservazione del paesaggio e della flora e fauna locali. Nel 2016, quindi solo tre anni fa, in concomitanza con l’avvio del percorso di valorizzazione dell’isola, è stato varato il Piano di gestione per il Sito Unesco con l’obiettivo di promuovere nel modo più ampio possibile il valore eccezionale del sito.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico, PTCP, è lo strumento di pianificazione territoriale della Regione Liguria su cui è basato il quaderno2 del Piano di Gestione del Sito Unesco che prende in esame gli ambiti in cui è stato suddiviso il territorio ligure; Porto Venere e le isole sono l’ambito territoriale n. 94. Nei Caratteri generali del paesaggio leggiamo, limitatamente all’isola Palmaria, “Di notevole valore paesistico è l’isola Palmaria, caratterizzata da un versante roccioso, con grotte a picco sul mare e da quello opposto che scende gradatamente all’arenile, con approdi e lembi di spiaggia, coronata da vegetazione mediterranea…. Sull’isola si trova una ricca vegetazione spontanea ben conservata, con pinete a pino marittimo, macchia mediterranea e latifoglie termofile (leccio e roverella)”. In questa descrizione “le isole, a parte alcune emergenze monumentali, sono prive di insediamenti” e negli Indirizzi per la pianificazione si afferma che nelle isole “le potenzialità insediative sono da ritenersi esaurite” mentre per l’assetto vegetazionale si raccomanda il consolidamento-modificabilità definendo i boschi “nel complesso poco estesi la cui superficie può essere incrementata rispettando le tendenze evolutive in atto su aree prative e arbustate”. 

giovedì 11 luglio 2019

Isola Palmaria. Verso la realizzazione del Masterplan


L’importanza ambientale dell’isola Palmaria, i suoi fondali e la sua bellezza, prerogative che le hanno valso i riconoscimenti nazionali e europei sui quali torneremo nel prossimo scritto, sono stati ribaditi nel Piano di Gestione per il Sito Unesco redatto con la collaborazione di UNESCO, MiBACT, Regione Liguria, Comune di Porto Venere e FILSE e entrato in vigore nel 2016.
Contemporaneamente, sempre nel 2016, veniva sottoscritto il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione dell’Isola Palmaria. Abbiamo già scritto sulla distorta interpretazione del termine “valorizzazione” e anche sulla consuetudine degli amministratori di trasformare importanti riconoscimenti ambientali in vuote enunciazioni di principio mentre contemporaneamente operano in ossequio al più spregiudicato sfruttamento dei beni. La stessa cosa è successa e succede ogni volta che le amministrazioni mettono in atto processi partecipativi unicamente per allettare quei cittadini che desiderano interessarsi e contribuire alla gestione del proprio territorio, mentre contemporaneamente elaborano progetti a vantaggio di singoli speculatori dimostrando anche una visione miope e di corto respiro sul territorio che amministrano.
Questo sta accadendo per l’isola Palmaria, vicenda che dovrebbe avere a che fare esclusivamente con la tutela e la conservazione di un bene comune e non con il suo sfruttamento e la sua monetizzazione.