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venerdì 4 aprile 2025

Dichiarazioni non conformi

 


                                 4 alla volta trasportati dal Ro-Ro da Panigaglia all'ex molo Enel


Articoli di stampa di queste ultime settimane hanno riportato alla ribalta le nuove funzioni che saranno aggiunte al rigassificatore di GNL Italia presente nella baia di Panigaglia. Stiamo parlando delle funzioni di truck loading e di vessel reloading sulle quali abbiamo già scritto QUI.

La prima, cioè il caricamento su autobotti di gas naturale liquefatto per essere poi trasferite al di là del golfo, è stata autorizzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in concerto con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, con Decreto del 24 febbraio 2023.

Il Ministero, Direzione generale Infrastrutture e Sicurezza, a seguito di istanza presentata dalla Società, aveva indetto a aprile 2021 la Conferenza dei Servizi comunicando con chiarezza ai soggetti coinvolti che

nel procedimento autorizzativo era da intendersi inclusa anche la parte del progetto relativa alle attività di trasferimento delle autocisterne tramite traghetto Ro-Ro, nonché la parte riguardante il Comune di La Spezia, e che quindi l’eventuale autorizzazione rilasciata alla GNL Italia Spa avrebbe riguardato il progetto nel suo complesso”.


domenica 2 marzo 2025

3. La storia dà torto e dà ragione

 


Da riscontri effettuati dall’Ufficio Tributi del Comune di Porto Venere negli anni 2004/2005 emerge che lo stabilimento Snam risulta accatastato in minima parte e in una categoria, la E9, che il Comune ritiene inadeguata alla tipologia dell’impianto. Nella categoria E sono infatti inseriti i fabbricati destinati all’interesse pubblico o ad attività e a funzioni speciali e di pubblica utilità. Nella categoria E9 sono inseriti, per esempio, discariche, magazzini e stabilimenti per attività consortili, edifici destinati a acquedotti civici, mattatoi, lavatoi, campi sportivi e simili. I fabbricati del gruppo E sono esentati dal pagamento dell’IMU e da altre imposte su immobili e fabbricati.


venerdì 28 febbraio 2025

2. La storia non ha nascondigli

 


L’Accordo del ‘96 ha tra le sue finalità la riqualificazione di due aree verdi, una lato Fezzano e una lato Pezzino, nonché la trasformazione funzionale di una parte degli immobili dello Stabilimento e la riclassificazione urbanistica delle aree indicate nel Piano Particolareggiato.

Riprendiamo in particolare due articoli:

Articolo 3, Oggetto dell’Accordo, “In coerenza con le finalità come sopra enunciate, l’Accordo ha pertanto specificamente per oggetto l’approvazione di un progetto che prevede:

  1. la demolizione di alcuni edifici esistenti;

  2. la realizzazione di un nuovo edificio ad uso officine, magazzini, ricovero automezzi ed uffici tecnici;

  3. la riclassificazione urbanistica a “verde pubblico” (F3) di un’area di mq 3.914 sottostante e antistante Cà Bertocchi, precedentemente classificata “zona boschiva attrezzata” (E3) e “Parco con Ville” (C9);

  4. la riclassificazione urbanistica a “verde privato Pezzino Basso” (C9/VP), di un’area di mq 2.500, sita in località Pezzino Basso, precedentemente classificata “verde pubblico” (F3);

  5. il completamento della passeggiata a mare “Le Grazie”;

  6. la monetizzazione degli oneri finanziari connessi alla realizzazione delle opere di riqualificazione paesistico-ambientale dell’area dello Stabilimento e alla realizzazione delle opere di cui alle lettere a) e b) che precedono.”


giovedì 27 febbraio 2025

1. La storia siamo noi

 


Dopo la notizia dell’attentato alla petroliera al campo boe di Vado Ligure anche a Panigaglia sono aumentate le misure cautelari contro atti di terrorismo. Il provvedimento maggiormente avvertito dai cittadini è stato la chiusura del sentiero che costeggia per un breve tratto la parte della baia lato Fezzano. Più e più volte siamo intervenuti sui rischi connessi alla presenza stessa dello stabilimento nel nostro territorio, citando sempre anche il rischio terrorismo, e ci ritorneremo ancora. In questo post vogliamo ripercorrere la storia di questo sentiero, storia emblematica dei rapporti tra Amministrazione Comunale e Società GNL Italia, che ha origini lontane e che merita di essere conosciuta.

Nel luglio 1987 Snam presenta, al Ministero dell’Industria e al Comune di Porto Venere, istanza di ristrutturazione per poter lavorare gas di tipo leggero. Il Comune di Porto Venere esprime parere dubitativo mentre il Ministero dell’Industria da l’assenso alle modifiche richieste,

Nel maggio 1988 viene sottoscritto tra Comune e Snam un Protocollo di Intesa per uno studio di fattibilità per un progetto calibrato sia sulle esigenze della Società che sulla conformazione della baia. Nella prima metà del 1989 viene presentato il Piano che prevede l’interramento dei serbatoi sotto il monte Castellana e l’aumento della loro capacità oltre a un nuovo assetto anche del pontile di attracco. La popolazione si oppone duramente e il progetto, che pure gode del favore dell’Amministrazione, viene accantonato.

giovedì 19 dicembre 2024

Un nuovo traghetto nel Golfo

 


E’ sbarcato a Spezia proveniente da Rotterdam il nuovo traghetto Ro-Ro completamente elettrico acquistato da GNL Italia. Il mezzo “sarà funzionale al progetto di truckloading che prenderà il via nel primo trimestre del 2025 presso il terminale di Panigaglia” come dichiarato dalla stessa società a Shipping Italy.


La nostra ferma contrarietà alla presenza del rigassificatore nel golfo così come le nostre obiezioni al progetto di truckloading QUI
, caricamento su autobotti del gnl, e anche al progetto di vesselreloading, che comporterà l’ingresso in golfo e l’attracco al pontile del rigassificatore di metaniere molto più grandi di quelle che abbiamo visto finora e in numero molto più alto rispetto all’attuale, sono sempre state e rimangono di due tipi.

mercoledì 11 dicembre 2024

Anche qui può succedere

 


Quel luogo è inappropriato per le funzioni che lì vengono svolte. Capisco che c’è perché quando fu realizzato alla fine degli anni ‘50 si prevedeva lì l’uscita e l’entrata dell’autostrada, era tutta aperta campagna, e si presentava appropriato, ma oggi no”. Questo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani in Consiglio Regionale dopo il grave incidente avvenuto in un deposito di idrocarburi a Calenzano.

Le stesse cose non si potrebbero dire per il rigassificatore di Panigaglia. Costruito alla fine degli anni ‘60, era già allora collocato in un sito palesemente inadeguato per la vicinanza ai centri abitati e la mancanza di vie di fuga. Da sempre esiste un’unica via che percorre la costa ovest del golfo collegando tra loro i paesi che vi si affacciano. Ma seguendo un copione che si è consolidato e affinato nel tempo, già nel 1966 partì a favore dell’impianto una campagna di stampa che, abilmente guidata, definiva la baia di Panigaglia come una “squallida fetta di terra quasi disabitata…. dal suolo acquitrinoso ….. definita dagli indigeni costa maledetta…”. Campagna che proseguì nel 2008 al momento della richiesta di quasi triplicazione dell’impianto quando, sul settimanale L’Espresso del 26 giugno, il rigassificatore di Panigaglia venne chiamato “un tesoro nel Golfo”, si definì la piccola baia “un luogo quasi abbandonato” e lo specchio d’acqua del Golfo “piatto e silenzioso”.

domenica 10 novembre 2024

Panigaglia PEE 2024

 


Le Osservazioni all’aggiornamento al PEE inviate alla Prefettura nel marzo 2024 QUI riprendevano, come scritto nella premessa, quelle presentate sempre alla Prefettura nell’ottobre 2019 e quelle presentate all’AdSP nel novembre 2022 e nell’aprile 2023. Dopo queste abbiamo presentato nell’agosto 2024 al Ministero le Osservazioni al Progetto di Ammodernamento e Adeguamento dello stabilimento di Panigaglia. Innumerevoli altre note abbiamo redatto almeno negli ultimi quasi 20 anni (in questo blog all’etichetta Panigaglia).

A supporto delle nostre argomentazioni abbiamo norme giuridiche, anche europee, abbiamo studi scientifici sugli stabilimenti ad ad alto rischio di incidente rilevante (Panigaglia è tra questi), sul comportamento e sulla pericolosità della sostanza trattata, abbiamo Linee Guida che periodicamente vengono emanate, si sta diffondendo sempre più la consapevolezza della stretta connessione tra il prolungare l’uso di fonti fossili e la crisi climatica in atto. Nonostante queste evidenze scientifiche e giuridiche ogni volta ci troviamo a ripetere, quasi parola per parola, quanto da anni andiamo dicendo. Ma questo non ci ferma né ci scoraggia.

giovedì 1 agosto 2024

Osservazioni al Progetto di Ammodernamento e Adeguamento dell'Impianto GNL di Panigaglia



Grazie all’importante contributo del giurista ambientale Marco Grondacci e dell’ing. Vittorio Gasparini abbiamo redatto e inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le Osservazioni sul progetto presentato da GNL Italia di Ammodernamento e Adeguamento dell’impianto GNL di Panigaglia


1. Osservazioni generali

1.1 Sul definire “autorizzato” il progetto presentato nel 2010

Il progetto cui si riferiscono queste Osservazioni viene presentato da Snam-GNL Italia come ottimizzazione del progetto autorizzato con D.M. 569 del 09/09/2010.

Peccato che questo Decreto riguardi solo la valutazione della compatibilità ambientale nella procedura di VIA e non sia affatto una “autorizzazione”. Per avere l’autorizzazione serviva, e serve tuttora, il parere positivo all’INTESA che la Regione Liguria non ha mai rilasciato. Al contrario, la Regione Liguria ha rilasciato con Delibera 393/2009 il Diniego di Intesa, bloccando in questo modo l’autorizzazione finale al progetto.

Quindi il progetto presentato nel 2010 non è mai stato “autorizzato” come vorrebbe far credere la società nei documenti presentati al Ministero nel 2024, giocando sui termini, ma nel 2010 ha ottenuto solo il parere favorevole di VIA, che non è un’autorizzazione.

Contestiamo anche che sia tuttora valido quel procedimento di VIA rilasciato 14 anni fa. Scrive la Società a pag. 9 dello Studio Preliminare Ambientale: “Tale autorizzazione è tuttora vigente in virtù del fatto che il procedimento di VIA è stato avviato il 21 giugno 2007 ossia prima delle modifiche introdotte dal D.Lgs 4/2008 che ha limitato a 5 anni la validità dei Decreti VIA/VAS”.

sabato 16 marzo 2024

Osservazioni all'aggiornamento PEE 2020-2022

 

                                                                              Emissioni dal vent di Panigaglia registrate con termocamera

                                                                 

Pubblichiamo le Osservazioni alle proposte di modifica al Piano di Emergenza Esterna del rigassificatore di Panigaglia pubblicate nel sito della Prefettura QUI e in quello del Comune di Porto Venere.  Ringraziamo l’ing. Vittorio Gasparini per i puntuali e preziosi suggerimenti tecnici e il giurista ambientale Marco Grondacci i cui scritti ci guidano nei meandri delle normative.

Queste Osservazioni sono state inviate tramite pec alla Prefettura della Spezia


Premessa

La popolazione è chiamata a presentare Osservazioni alle modifiche al P.E.E. edizione 2020-2022, che saranno apportate sulla base dei dati forniti dal gestore dello stabilimento della GNL Italia e pubblicati nella nota Informativa alla popolazione. Questo Piano e le modifiche che si vanno ad approvare sono redatti sulla base del D.Lgs.105/2015 e delle conseguenti Linee Guida predisposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (ultimo aggiornamento delle Linee Guida nel 2021). Il Piano prende in considerazione eventi che possano avere ricadute su aree esterne allo stabilimento. Da queste premesse partono le Osservazioni dell’Associazione Posidonia che riprendono anche le Osservazioni presentate alla Prefettura nell’ottobre 2019 e quelle presentate all’AdSP nel novembre 2022 e nell’aprile 2023


Cosa si intende per stabilimento, impianto e infrastrutture connesse. L’articolo 3 del D.Lgs. 105/2015 fornisce le seguenti definizioni:

«stabilimento»: tutta l’area sottoposta al controllo di un gestore, nella quale sono presenti sostanze pericolose all’interno di uno o più impianti, comprese le infrastrutture o le attività comuni o connesse; gli stabilimenti sono stabilimenti di soglia inferiore o di soglia superiore;

«impianto»: un’unità tecnica all’interno di uno stabilimento e che si trovi fuori terra o a livello sotterraneo, nel quale sono prodotte, utilizzate, maneggiate o immagazzinate le sostanze pericolose; esso comprende tutte le apparecchiature, le strutture, le condotte, i macchinari, gli utensili, le diramazioni ferroviarie private, le banchine, i pontili che servono l’impianto, i moli, i magazzini e le strutture analoghe, galleggianti o meno, necessari per il funzionamento di tale impianto;


Appare evidente che non solo le apparecchiature presenti nella baia di Panigaglia fanno parte dello stabilimento ma anche le condotte, quindi il gasdotto, e quanto è necessario per il funzionamento dell’impianto, comprese le navi gasiere, le bettoline per il trasporto di GNL in Sardegna e per il bunkeraggio di navi alimentate a GNL all’interno del Golfo e il Ro-Ro che trasporterà le autocisterne attraverso il Golfo


venerdì 8 dicembre 2023

IO L'OTTO

 


IO L’OTTO contro le grandi opere inutili, dannose e imposte

L’8 dicembre 2005 la popolazione della Val di Susa, guidata dai sindaci dei paesi della Valle, riconquistò il presidio NoTAV di Venaus, sgomberato due giorni prima in modo brutale dalle forze dell’ordine per allestirvi il cantiere del TAV, opera già allora palesemente inutile.

Da allora quella data viene ricordata ogni anno ed è stata istituita, con lo slogan IO L’OTTO, la giornata nazionale di lotta contro le grandi opere inutili, dannose e imposte.

In molti luoghi e città d’Italia ci saranno manifestazioni e flash mob per denunciare e contrastare tutte le opere inutili che dilagano da nord a sud, oltraggiando i territori, esponendo i cittadini a gravi rischi e espropriandoli dei loro diritti. Sono opere che portano vantaggi solo alle grandi società che le realizzano e le gestiscono, mentre sui cittadini vengono riversati i costi, non solo economici.

domenica 3 settembre 2023

Controrisposta alla Sindaca




Abbiamo letto sulla stampa la risposta della Sindaca di Porto Venere alle nostre richieste di chiarimento sull’evento del 28 agosto u.s. verificatosi a Panigaglia QUI. La Sindaca fa sua la spiegazione dei vertici dello stabilimento GNL Italia e aggiunge alcune sue considerazioni.

Diciamo subito che non siamo soddisfatti della risposta avuta che non risponde alle nostre richieste riguardanti l’attivazione delle procedure di emergenza e gli obblighi di informazione alla popolazione. Alcune considerazioni su questa risposta:

- nella dichiarazione della Società viene fornita una descrizione dell’accaduto che parrebbe non coincidere con quanto evidenziato dal filmato in circolazione in questi giorni. Dall’esame di questo filmato sembrerebbe che il calo di tensione sia stato causato proprio dal fulmine che ha innescato l’incendio del gas, gas che quindi stava già uscendo prima del calo di tensione. Del resto la società stessa ammette emissioni volontarie o fuggitive generate dal normale esercizio di impianto, così le definisce, che ha quantificato nella relazione finanziaria del 2020 per Panigaglia in 1.300.000 metri cubi impegnandosi, nella relazione 2022 , a ridurle del 28% entro il 2025.

Risposta di GNL Italia e del Sindaco

 Pubblichiamo la risposta del Sindaco del Comune di Porto Venere diffusa tramite stampa il giorno 1 settembre 2023

In riferimento alle richieste di chiarimenti sollevate dall’Associazione Posidonia con una lettera inviata al Sindaco del Comune di Porto Venere, Francesca Sturlese, riportiamo quanto inviato da Gnl Italia per spiegare l’accaduto:

Nella notte tra 27 ed il 28 agosto, a causa di un momentaneo distacco della rete elettrica in Alta Tensione di TERNA, l’impianto di rigassificazione di Panigaglia è entrato in blocco con interruzione delle attività di rigassificazione, come previsto dalle procedure di sicurezza.
In queste situazioni, alcune parti dell’impianto si depressurizzano convogliando piccoli quantitativi di gas al vent principale, localizzato in idonea area con scarico in quota.
Uno dei numerosi fulmini che hanno interessato la zona, ha innescato questo gas dando origine alla fiamma. Eventi simili a questo sono già occorsi in passato proprio perché previsti dai dispositivi di sicurezza appositamente progettati.

mercoledì 30 agosto 2023

Lettera aperta alla Sindaca del Comune di Porto Venere





Gentile Signora Sindaca 

nella notte tra il 27 e il 28 agosto il nostro golfo è stato interessato da una violentissima scarica di fulmini che hanno colpito anche il rigassificatore di Panigaglia. Il 29 agosto Il Secolo XIX riporta una ricostruzione dell’accaduto “confermata da qualificate fonti all’interno di GNL Italia”: per un guasto alla rete elettrica ad alta tensione di Terna l’impianto è entrato momentaneamente in blocco e “quando questo si verifica, l’impianto emette delle piccole fuoriuscite di gas dal vent principale. Uno dei numerosi fulmini che hanno interessato la zona ha innescato questo gas provocando la fiamma sulla linea del vent”. Quindi la fiamma non è stata accesa volontariamente dagli addetti, come successo più volte in passato, ma il gas che stava fuoriuscendo (e che fuoriesce ogni giorno come documentato da termocamera e come dichiarato anche da Snam) è stato innescato da un fulmine. 

martedì 21 marzo 2023

Emergenza democratica e climatica, non energetica

 


Preceduta da una grande manifestazione nazionale indetta dalla RETE NoRigass NoGNL e da proclami tanto enfatici quanto ipocriti delle istituzioni (nazionali e regionali), è arrivata in porto a Piombino la Golar Tundra.

Si tratta di una nave rigassificatrice, una Fsru, con tre serbatoi per metano liquefatto della capacità complessiva di 170.000 m3 (i due serbatoi di Panigaglia hanno una capacità complessiva di 100.000 m3). La nave è dotata di un impianto di rigassificazione a circuito aperto, cioè preleva acqua dal mare, la utilizza per riscaldare il metano liquefatto e riportarlo allo stato gassoso, e poi la rigetta in mare molto più fredda e clorata. La nave rigassificatrice sarà affiancata periodicamente da navi metaniere che le forniranno il gas liquefatto da rigassificare e immettere nella rete dei gasdotti.

Tutto questo in un porto piccolo e molto trafficato quale quello di Piombino. L’immagine di apertura è stata scattata la mattina del 20 marzo quando la nave aveva attraccato da poche ore e i traghetti per l’isola d’Elba avevano ripreso le corse regolari.


mercoledì 16 novembre 2022

NO al gnl a spasso per il Golfo

 Pubblichiamo le Osservazioni inviate all’Ufficio Demanio dell’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale sulla richiesta di concessione di area demaniale presentata dalla società GNL Italia in data 7/10/2022



Premessa

Il rigassificatore di Panigaglia della GNL Italia è inserito nell’Ambito 2 del P.R.P. vigente. La parte demaniale a terra è inserita nell’area portuale della Spezia mentre la parte a mare è nella rada interna del Porto. Questa rada, cioè tutto lo spazio di mare all’interno della diga foranea, ha un ingresso sul lato di ponente con larghezza utile di circa 300 m.


Lo stabilimento di Panigaglia è interessato da un progetto di small scale e truck loading, che prevede:

- la realizzazione di 4 baie di carico per la caricazione delle autocisterne/isocontainer;

- il rifacimento dell’esistente pontile secondario per l’approdo del Ro-Ro Ferry elettrico che trasporta le autocisterne/isocontainer da e per il porto della Spezia ;

- l’installazione di 3 pompe di rilancio per consentire il trasferimento del GNL stoccato nei serbatori esistenti del terminale verso le baie;

- l’adeguamento della strada interna al terminale per rendere possibile il transito delle autocisterne/isocontainer;

- l’installazione delle tubazioni necessarie ad alimentare il sistema;

- la realizzazione di un fabbricato di attesa e controllo, nonché la predisposizione di due aree di sosta per le autocisterne/isocontainer che devono venire caricate

- la realizzazione di una colonnina di ricarica per il Ro-Ro Ferry elettrico, sul quale devono essere imbarcate le autocisterne, e di un cabinato alto 3 metri a tetto piatto per alloggiamento del trasformatore;

- la posa di un cavo elettrico della lunghezza di circa 450 m per il collegamento tra il Cabinato trasformatore e la sottostazione elettrica esistente presso il terminale GNL.

- l’attraversamento della rada portuale delle autocisterne caricate quattro alla volta su un Ro.Ro Ferry, lo sbarco in area portuale (il progetto presentato al Ministero ipotizzava tre diversi percorsi con tre diversi punti di attracco). “Per quanto riguarda il numero di autocisterne/isocontainer in arrivo al Terminale, considerando la possibilità del Ro-Ro Ferry elettrico di imbarcare 4 truck alla volta e di operare nell’arco di 24 ore, con 13 roundtrip (n. 26 attraversamenti del golfo tra andata e ritorno) per 6 giorni alla settimana, il Terminale di Panigaglia potrebbe arrivare a servire fino a 52 truck/giorno”. (Dal progetto GNL Italia Annesso 6)


lunedì 19 luglio 2021

Panigaglia, il progetto di small scale e le Osservazioni degli Enti Locali

                                 I possibili attracchi del Ro-Ro Ferry e le rotte nel Golfo


Sull’indagine che l’Associazione Clean Air Task Force ha condotto in vari siti nel mondo, compreso quello di Panigaglia (ne abbiamo dato conto nel post precedente), è stato pubblicato su Italia Libera il 26 luglio 2021 un articolo di Lilli Mandara che riporta due commenti interessanti, uno del prof. Vincenzo Balzani, chimico, professore emerito all’Università di Bologna, e l’altro di Augusto De Sanctis del Comitato abruzzese NO hub Gas.

Secondo il primo: “L’articolo di Reuters richiama l’attenzione sui gasdotti e sui loro problemi, che diventeranno enormi quando, come vorrebbero Eni e Snam, si passerà ad usarli per l’idrogeno, perché le molecole di idrogeno sono molto piccole e penetrano anche in microscopiche fessure dei metalli. A differenza di quanto affermò tempo fa Alverà, amministratore delegato di Snam, per trasportare e distribuire idrogeno servono gasdotti in materiali speciali, non servono quelli usati per il metano”.

Si dovrebbero quindi costruire nuove infrastrutture.

De Sanctis insiste sul fatto che il metano non sia un gas così verde come crede e vorrebbe farci credere il ministro Cingolani e che non possa essere una soluzione, neppure temporanea, per affrontare l’emergenza climatica.Le politiche del governo evidenziano un deficit culturale grave delle classi dirigenti che vogliono solo assecondare i desideri di profitto sul breve termine di Snam ed Eni − conclude De Sanctis −, sfruttando tra l’altro le bollette degli italiani invece di strutturare una politica energetica e industriale che possa reggere nei prossimi decenni alla sfida della crisi climatica”.


I ricercatori del Global Energy Monitor, (i dati ottenuti dalle loro ricerche sull’energia fossile sono utilizzate dall’Agenzia Internazionale per l’Energia e dalla Banca Mondiale) hanno rivelato in un rapporto del 2020 che l’Europa sta pianificando di investire un totale di 117 miliardi di euro, pubblici e privati, in nuove infrastrutture di gas fossile, allontanando così il Vecchio Continente dall’obiettivo “zero emissioni”. Secondo questi studiosi tali opere “non sono necessarie in quanto l’attuale capacità di importazione di gas dell’UE è quasi il doppio (1,8 volte) rispetto all’attuale consumo di gas”.

Commentando questo rapporto, il prof. Mark Jacobson della Stanford University afferma che: “Se vogliamo avere una qualche speranza di risolvere la crisi climatica in corso ed evitare i 340mila decessi per inquinamento atmosferico che si verificano ogni anno in Europa dobbiamo diminuire di almeno l'80% il consumo di gas naturale entro il 2030 e del 100% entro il 2050, non aumentarlo”.

L’alternativa è costituita dalle energie pulite e rinnovabili


venerdì 16 luglio 2021

Fumo a Panigaglia


Sabato 10 luglio si è verificato un principio di incendio all’interno dello stabilimento GNL di Panigaglia. Secondo un dipendente dell’azienda, intervenuto su Facebook, quindi non una dichiarazione ufficiale della Società, si è trattato di “materiale di una ditta di coibentazione, depositato in un’area idonea allo smaltimento”.

Nella baia di Panigaglia, all’interno dello stabilimento GNL, sono in corso lavori di ammodernamento tecnologico (revanping) dei serbatoi. Da ormai qualche anno uno dei due non è utilizzato e la capacità dell’impianto è quindi dimezzata, di circa 50.000 m3 . Esattamente un anno fa, nel luglio 2020, GNL ha affidato alla società Paresa di Cesena, unica presentatasi alla gara pubblicata sulla G.U.E. il 18 agosto 2016, l’appalto per l’esecuzione di lavori relativi a questo ammodernamento per un valore di 19,1 milioni di euro. Il lavoro terminerà a fine 2021 e riguarda entrambi i serbatoi ma soprattutto quello non utilizzato per il quale è prevista la sostituzione del sistema di coibentazione e l’adeguamento della strumentazione.

Da un articolo di Ship2Shore del 17 luglio 2020:Come spiegato dalla stessa Snam, lo scopo di questi interventi è innanzitutto quello di allungare la vita residua utile dei serbatoi dell’impianto e rendere così il terminale più performante e attrattivo, migliorandone anche il posizionamento in ottica di transizione energetica (in previsione anche dell’avvio di attività di small scale GNL).

Tra i principali benefici conseguenti a questo upgrade ci sarà anche la forte riduzione dei tempi di discarica delle navi, che verranno più che dimezzati passando dagli attuali 3 giorni a 30-32 ore”.


Questi lavori possono spiegare l’accatastamento di materiale di coibentazione, non giustificano affatto la superficialità di questa operazione. Si è accatastato materiale infiammabile, in estate, con alte temperature, molto vicino alla base del pontile, cioè in un luogo che non si può definire “fuori dall’impianto”, luogo “no gas” (come scritto dallo stesso dipendente dell’azienda su Facebook).


mercoledì 30 ottobre 2019

Osservazioni al Piano di Emergenza Esterna del rigassificatore di Panigaglia



L’associazione Posidonia ha inviato al Prefetto della Spezia le Osservazioni al Piano di Emergenza Esterna del rigassificatore di Panigaglia, osservazioni sottoscritte anche da Legambiente e Italia Nostra.
Vorremmo ancora una volta precisare che non siamo contrari alla presenza di un impianto industriale nel Comune di Porto Venere, non pensiamo si debba vivere di solo turismo o che l’unica possibilità per la baia di Panigaglia sia installarvi l’ennesimo porticciolo. Quello cui siamo contrari è la presenza nella baia e in generale nel golfo di un impianto Seveso di categoria superiore, ad alto rischio di incidente rilevante.
Lo stabilimento della GNL Italia è stato autorizzato circa 50 anni fa, quando non c’erano le normative di oggi e c’era una diversa sensibilità nei confronti dei cittadini e dell’ambiente accompagnata da una distorta idea di futuro. Con l’evolversi della legislazione europea e italiana è diventato sempre più difficile conciliare questo impianto e i suoi annessi (la nave gasiera e il metanodotto che percorre le colline che fanno da cornice al golfo) con le numerosissime attività che insistono in questo spazio ristretto e così densamente abitato.
Questo impianto collide con tutte le numerose altre attività presenti nel golfo, dal porto mercantile a quello militare, dalla stazione crocieristica ai cantieri nautici, dai porticcioli ai battelli di servizio e così via
Le Osservazioni sono state costruite proprio mettendo in evidenza il territorio in cui è inserito lo stabilimento, la popolazione residente e quella fluttuante, trattandosi di zona altamente turistica, e gli studi sull’emergenza climatica che ci danno la certezza di precipitazioni e fulminazioni sempre più violente.
Soprattutto si è messa in evidenza la mancanza di informazione alla popolazione anche se i vari Decreti Legislativi che si sono succeduti fin dall’approvazione della prima direttiva europea cosiddetta Seveso, recepita in Italia nel 1988, hanno sempre messo come punto centrale il coinvolgimento della popolazione. Riguardo a questo impianto tale coinvolgimento non c’è mai stato e si è sempre preferito lasciare i cittadini all’oscuro e inconsapevoli non solo dei rischi che corrono ma anche dei comportamenti di autoprotezione da mettere in atto in caso di incidente.
Proprio per favorire una maggiore e più approfondita informazione alla popolazione è chiesto in premessa che, come consentito dalla legge, il termine per produrre osservazioni venga posticipato.
Dello stesso tenore sono le numerosissime mail che stanno arrivando al Prefetto e speriamo venga accolta la richiesta



domenica 2 settembre 2018

Presidente Conte, c'è posta per lei




Dopo l’esplosione in autostrada nei pressi di Bologna di una autocisterna contenente GPL liquido a seguito di un banale tamponamento, abbiamo inviato al Presidente Conte e ai Ministri Costa, Di Maio e Toninelli una seconda nota sulla pericolosità dell’impianto di Panigaglia, pericolosità dovuta alla sostanza trattata e amplificata dal contesto ambientale in cui il rigassificatore è inserito, a partire dalla strada che lo collega alla città della Spezia
Ricordiamo che dopo la prima nota inviata (v. post del 3 luglio 2018) è stata lanciata una raccolta firme su Change.org, raccolta ancora attiva qui

Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Ministro dello Sviluppo Economico
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Le Grazie 11 agosto 2018

OGGETTO: Ulteriori considerazioni dell’Associazione Posidonia sul rigassificatore di Porto Venere, baia di Panigaglia

Onorevole Presidente e Onorevoli Ministri
abbiamo inviato una nota il 3 luglio in cui segnalavamo la pericolosità, già allo stato attuale, del rigassificatore di Porto Venere, baia di Panigaglia, pericolosità che verrebbe enormemente ampliata dalla trasformazione che si sta ipotizzando.
Ricordiamo che è allo studio la possibilità di affiancare al rigassificatore uno small scale e di far viaggiare autocisterne cariche di gas sulla strada napoleonica che unisce Panigaglia con la città della Spezia fino all’ingresso in autostrada, oppure, non si capisce se in alternativa o unito a questo traffico su strada, far viaggiare le autocisterne via mare su chiatte con una rotta perpendicolare a quella di tutti i mezzi che ogni giorno solcano il golfo.
Alla luce del terribile incidente di Bologna che, come quello di Viareggio, ci fa capire quanto sia impossibile e del tutto teorico parlare di assenza di pericoli, e dopo aver sentito il Presidente Conte a Bologna affermare la “priorità della sicurezza”, vi preghiamo di considerare con estrema attenzione l’effetto catastrofico di un incidente analogo tra i borghi e le abitazioni che costeggiano il golfo e nel mezzo del golfo stesso.
Ci permettiamo di ricordarVi che il GPL esploso a Bologna e a Viareggio si espande 1 a 270, cioè un litro di liquido si trasforma in 270 litri di gas mentre il GNL che viaggerebbe via mare e via terra nel nostro golfo si espande 1 a 600, cioè un solo litro, uno solo, contenuto nell’autocisterna formerebbe una nuvola di 600 litri di gas nell’aria e sarebbe sufficiente un banale innesco per provocare un’esplosione con conseguenze catastrofiche.
Segnaliamo che la nota inviatavi è stata trasformata in una petizione su change.org che in pochi giorni ha raggiunto e superato le 1000 firme.
Confidiamo vorrete porre la massima attenzione a questo problema, siamo disponibili a fornirvi qualsiasi ulteriore informazione e ci auguriamo di avere presto una vostra visita.


martedì 3 luglio 2018

Nota inviata a Presidente Consiglio dei Ministri

                        
                                         
                                                                                            Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Ministro dello Sviluppo Economico
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

                                                              
Le Grazie 2 luglio 2018

OGGETTO: Note dell’Associazione Culturale di Promozione Sociale POSIDONIA in merito all’impianto di rigassificazione della società GNL Italia sito nella baia di Panigaglia del Comune di Porto Venere


Onorevole Presidente e Onorevoli Ministri

prima di tutto ci presentiamo. Siamo un’Associazione che opera ormai da circa 10 anni nel Comune di Porto Venere in qualità di Presidio Paesistico Partecipativo, per la valorizzazione culturale e paesaggistica del territorio. Con questo spirito ci siamo più volte occupati del rigassificatore presente nella baia di Panigaglia, sottolineandone la pericolosità per l’ambiente, la salute e la vita stessa dei cittadini. Consentiteci una breve descrizione dell’impianto e soprattutto del sito in cui è ubicato.

L’impianto di rigassificazione, di proprietà della GNL Italia, società del gruppo Snam, è inserito in una baia della costa occidentale del Golfo della Spezia, golfo di modestissime dimensioni, densamente trafficato e abitato.