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giovedì 1 maggio 2025

Il Parco dov'è?

 


L’Associazione Posidonia e Fabio Giacomazzi, biologo di Legambiente, replicano alle dichiarazioni riportate nell’articolo pubblicato il 29 aprile su Il Secolo XIX con il titolo “Porto Venere assente agli eventi sul Tino”



Apprendiamo con sconcerto, ma purtroppo senza eccessivo stupore, che le visite all’isola del Tino “sono regolate da accordi specifici tra Marina e CAI, con limiti di frequentazione perché non ci sono i cessi”, come dichiarato dal Consigliere Comunale Balzarotti.

La prima obiezione, che non è solo formale, riguarda questi “accordi specifici” che non sono mai stati resi noti. Trattandosi di un bene di tutti i cittadini, e di un bene preziosissimo quale è l’isola del Tino, crediamo che non dovrebbe esserci bisogno di fare richiesta per avere il testo di questi accordi ma che dovrebbe essere un dovere dell’Amministrazione portarli a conoscenza di tutti.

venerdì 14 giugno 2024

Ordinaria non trasparenza

 



Uno degli ultimi post sulla nostra pagina Facebook terminava sottolineando l’importanza della trasparenza e della partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Quella che vogliamo raccontarvi oggi è una storia di non trasparenza, anzi, proprio di occultamento degli atti.

La vicenda risale a più di due anni fa ed è attinente al “Progetto per la riqualificazione dell’area ex cava Carlo Alberto con ricomposizione del fabbricato esistente ad uso ristorante e realizzazione di stabilimento balneare” di cui si è trattato nell’ultimo Consiglio Comunale di Porto Venere.

Quello che leggerete sotto fa parte di un dettagliato ricorso al Difensore Civico della Regione Liguria al quale ci siamo rivolti il 27 dicembre 2021 per avere atti e documenti che avrebbero dovuto essere pubblici e a disposizione di tutti i cittadini.


domenica 10 marzo 2019

I Talibani di Roma



Nel luglio 2002 la Frankfurter Allgemeine Zeitung pubblicava un articolo dal titolo “I talibani di Roma” con sottotitolo “Saldi di fine stagione. L’Italia sta per svendere i propri beni culturali”. Si riferiva a un provvedimento del governo Berlusconi, ministri Urbani e Tremonti, che mirava a fare cassa attraverso la vendita o la concessione pluriennale a privati del patrimonio dello Stato. L’articolista concludeva: “Oggi l’eredità culturale dell’Italia è degradata a mero valore economico, a una risorsa di cui ci si può disfare a piacimento. Ma non c’è nulla che dia la misura dello stato di salute della società quanto il rapporto che essa riesce ad avere coi propri monumenti e col proprio paesaggio”.
Passano gli anni e i governi ma non muta l’atteggiamento incurante verso il patrimonio storico, artistico e ambientale del nostro paese. Nel 2015 l’Agenzia del Demanio, governo Renzi, ministri Padoan, Franceschini e Pinotti, vara il Progetto Fari, Torri ed Edifici costieri costieri che “promuove una forma di turismo sostenibile legata alla cultura del mare, rispettosa del paesaggio ed in linea con la salvaguardia ambientale”. Tale progetto, che prenderà il via con un primo blocco di edifici nel 2016, vuole potenziare l’offerta turistico-culturale attraverso la rigenerazione e il riuso di siti di interesse storico e paesaggistico sul litorale procedendo all’affidamento attraverso lo strumento di “concessione/locazione di valorizzazione”.
Prosegue così l’affidamento di molti beni dei cittadini, che lo Stato dovrebbe tutelare come sancisce l’articolo 9 della Costituzione italiana, a privati che quasi sempre li sviliscono e banalizzano con usi non rispettosi della storia di questi edifici. Questo processo è portato avanti in modo frammentato, pochi beni all’anno, per far sì che l’impatto sull’opinione pubblica sia meno violento. 

martedì 9 ottobre 2018

Partecipazione: a quale gradino?

Pubblichiamo il documento inviato oggi via pec alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, al Ministero della Difesa Ufficio generale Dismissione Immobili e a FILSE Spa, cioè ai componenti della Cabina di regia prevista dal Protocollo di Intesa per la valorizzazione dell’isola Palmaria

Dopo la pubblicazione degli scenari presentati dallo studio Land vorremmo ribadire la nostra posizione sul Protocollo di Intesa firmato nel marzo 2016 dal Comune di Porto Venere, Regione Liguria, Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa, per la cessione e riqualificazione di immobili presenti sull’isola Palmaria, e sul percorso cosiddetto partecipato messo in atto per l’attuazione di questo Protocollo.
Si tratta di considerazioni che in parte abbiamo già espresso al Tavolo Tecnico QUI con documento del 2 luglio 2017 e che qui riprendiamo.

Il Protocollo di Intesa è fortemente sbilanciato a favore del Ministero della Difesa e non è uno scambio equo, né tantomeno a costo zero, per il Comune di Porto Venere. In cambio infatti dell’acquisizione di edifici fatiscenti e la cui ristrutturazione comporterà una spesa non indifferente, il Comune si impegna a ristrutturare i beni che rimangono nella disponibilità del Ministero della Difesa: due stabilimenti balneari e alcune costruzioni. Oltre al rifacimento di impianti di acqua, luce e gas, dovrà sistemare gli spogliatoi, le discese a mare, gli infissi, le pavimentazioni e quant’altro. Il Protocollo prevede anche la possibilità per lo stabilimento del Terrizzo di un ampliamento del 20%. Conseguenza? Neppure vendendo tutti gli immobili acquisiti e alienandoli quindi dal patrimonio pubblico (in altro scritto ci siamo soffermati sulla definizione costituzionale di “demanio”) la casse del Comune andranno in parità. Ma non esiste solo la parità finanziaria, in ogni caso i cittadini avranno perso beni del loro patrimonio comune.

mercoledì 31 gennaio 2018

Palmaria area strategica


La Regione Liguria ha promulgato il 28 dicembre u.s. la Legge Regionale n. 29 “Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2018”. L’articolo 2 individua sette ambiti territoriali, definiti strategici, finalizzati alla realizzazione di interventi infrastrutturali nei settori: risanamento idrogeologico, bonifiche e riqualificazione ambientale e paesaggistica, risanamento della qualità dell’aria, riqualificazione del territorio e dei centri urbani, interventi sulle infrastrutture e opere pubbliche, turismo, innovazione, formazione.
Ad una prima lettura l’articolo 2 non desta particolari allarmi; è vero, c’è il termine “riqualificazione”, concetto che, per l’esperienza maturata negli anni, non abbiamo mai visto applicare tenendo come prioritario il rispetto per il territorio ma, al contrario, lo abbiamo visto usato come passe-partout per attuare i peggiori disastri.

venerdì 17 novembre 2017

Un nuovo campo sportivo? Perplessità e timori



Abbiamo letto su La Nazione del 13 novembre un articolo dal titolo “Rivoluzione urbanistica a Fezzano, Parcheggio sotto il campo da calcio”.
Viene presentato un progetto di modifica dell’attuale campo sportivo che prevede pavimentazione in sintetico, adeguamento delle misure e sopraelevazione con realizzazione di parcheggio sotterraneo. Si tratta di un progetto da molti anni ormai, almeno dal 2009, nei cassetti dell’Amministrazione comunale, ne avevamo già sentito parlare dal sindaco Nardini. Ora pare vada in porto, visto che c’è già stato l’accordo con le società sportive delle tre frazioni del Comune di Porto Venere.
Questa notizia ci suscita alcune riflessioni

Sul metodo

Di questo progetto i cittadini del Fezzano hanno sempre sentito solo qualche chiacchiera, dalla precedente amministrazione e anche dall’attuale, sempre in riunioni in cui l’argomento non era all’ordine del giorno ma se ne accennava quasi en passant, come di una cosa ipotetica e sulla quale la popolazione sarebbe poi stata coinvolta. Ora scopriamo che, senza che ci sia mai stato presentato un progetto né tantomeno chiesto un parere, senza che sia stata mai indetta dall’Amministrazione una riunione sull’argomento, la cosa è andata avanti, tanto che c’è già un accordo con le società sportive che gestiranno insieme la struttura.
Ancora una volta si mette in pratica un metodo già tristemente sperimentato dalla comunità, considerare i cittadini semplici spettatori ai quali dare informazioni, mettendo in pratica l’equazione comunicazione = partecipazione.
Su questa strana idea di partecipazione abbiamo scritto più volte e purtroppo ci torneremo, anche in relazione alla vicenda Palmaria


martedì 5 settembre 2017

Palmaria: Masterplan e partecipazione




Abbiamo letto i documenti pubblicati nel sito della Regione Liguria relativi all’isola Palmaria, in particolare quelli che si riferiscono al Sito Unesco, agli Scenari di intervento e alle Attività affidate all’advisor tecnico e, per la parte comunicazione, alla Società Basi Comunicanti.

Il quadro che ne abbiamo ricavato non è confortante. Intanto emerge con chiarezza che non ci sarà un percorso partecipato ma solo comunicazione, timore che avevamo già espresso nella nota inviata a giugno in Comune e in Regione QUI. Leggiamo infatti che ci saranno “una serie di incontri dedicati a illustrare, approfondire e recepire eventuali istanze o suggerimenti”; ancora, il coinvolgimento avverrà “attraverso una comunicazione chiara e programmata”. 

Non si tratterà quindi di percorso partecipato ma solo di comunicazione condotta da facilitatori non neutri che si limiteranno ad illustrare le decisioni assunte mentre le proposte delle associazioni e dei cittadini saranno prese in considerazione solo se non interferiranno con il quadro complessivo già delineato. Che non si tratterà di percorso partecipato si evince anche dal curriculum dell’esperto incaricato, curriculum di tutto rispetto ma in altro campo, in quello appunto della comunicazione.
 
Il primo di questi incontri è previsto per l’11 settembre, lì vedremo come verrà impostato il cammino e saremmo ben lieti di ricrederci.

mercoledì 5 luglio 2017

Palmaria, bene comune da preservare


In data 10/10/2016 l’Associazione Posidonia ha inviato formale richiesta di partecipazione al Tavolo Tecnico costituito per dare attuazione alla dismissione di beni del Demanio Militare sull’isola Palmaria. Ne abbiamo scritto QUI e QUI
L’Associazione Posidonia ha quindi elaborato il documento qui di seguito che esprime la propria visione sull’isola Palmaria e sugli scenari che potrebbero configurarsi a seguito della dismissione di tali beni e loro passaggio nella disponibilità del Comune di Porto Venere.
Questo documento è stato inviato alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Ministero della Difesa e al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, Enti che compongono il Tavolo Tecnico e ai quali confidiamo di poterlo illustrare in una apposita seduta


Sullo schema metodologico procedurale per l’attuazione del Tavolo Tecnico



Dobbiamo innanzitutto esprimere la nostra sorpresa e contrarietà rispetto al percorso che si sta seguendo per l’attuazione del Tavolo Tecnico.

Nella Deliberazione n. 24 del 8/6/2016 del Consiglio Comunale di Porto Venere e nella successiva Delibera di Giunta n. 173 del 12/8/2016 è scritto che “il Tavolo Tecnico nella gestione dei lavori relativi all’”Agenda” curerà, attraverso la definizione di linee guida metodologiche, la definizione di un percorso di comunicazione ad ampio respiro e l’attivazione di un processo di partecipazione fino alle fasi attuative del Programma”.

Un processo di partecipazione, per essere tale, deve prevedere il coinvolgimento di tutti i cittadini interessati, riuniti o meno in associazioni, che devono, dopo ricerche, analisi, discussioni, costruzione di vari scenari, esplicitare e motivare la loro visione sul territorio in esame, in questo caso sull’isola Palmaria. Le risultanze di questo lavoro dovrebbero poi essere la base di un concorso di idee per individuare il progettista cui affidare l’incarico.

Qui si sta procedendo alla rovescia: si è dato l’incarico di elaborare il Master Plan ad uno studio tecnico senza aver neppure iniziato il percorso di partecipazione, e solo ora ai cittadini viene richiesto di esprimersi. O si tratta solo di comunicazioni dal Tavolo ai cittadini?

Vogliamo sottolineare che comunicare non è partecipare, questo progetto manca già di una gamba fondamentale, i cittadini che vivono questo ambiente e sui quali ricadranno le conseguenze delle scelte fatte.

Anche dal punto di vista della trasparenza il Programma di Valorizzazione dell’isola Palmaria ha avuto una partenza falsa: non sappiamo quali direttive sono state date alla studio Kipar, non sappiamo se il Tavolo Tecnico si è riunito (avrebbe dovuto farlo una volta al mese) e con quali risultati, così come non sappiamo nulla di eventuali riunioni della Cabina di regia, che dovrebbe riunirsi “almeno ogni tre mesi”. Non sappiamo nulla neppure della natura dell’incarico dato a chi dovrà curare i rapporti tra Tavolo e cittadini.

Noi speriamo che non si tratti di mera comunicazione in un solo verso, dal Tavolo ai cittadini, perché questo sarebbe solo veicolare decisioni già prese, ma che ci sia la reale volontà di ascoltare e prendere in considerazione i desideri e la visione dei cittadini.

Con questa speranza abbiamo steso il documento che segue che illustra la visione dell’Associazione Posidonia sull’isola Palmaria.



venerdì 10 marzo 2017

Ancora Kipar

Abbiamo letto e apprezzato lo scritto di Pierpaolo Bracco, pubblicato su Il Secolo XIX l’1 marzo, sull’affidamento all’architetto Kipar dell’incarico di advisor tecnico per la “redazione di scenari di intervento e masterplan” nell’ambito del programma di valorizzazione conseguente alla cessione al Comune di Porto Venere di beni del Demanio sull’isola Palmaria.
L’ingegner Bracco è stato a suo tempo tra i fondatori e i più attivi animatori del Comitato per la Salvaguardia dell’isola Palmaria che dal 2008 cercò di contrastare la cosiddetta riqualificazione ambientale inventata quale contorno all’abbattimento dello Scheletrone. Lo scempio di quell’operazione è ben visibile a chiunque percorra il tratto di sentiero dal Terrizzo a Punta Beffettuccio, specialmente nel tratto Punta secca – Beffettuccio. 

lunedì 29 febbraio 2016

I percorsi partecipati nel Comune di Porto Venere

In questo scritto ci riferiamo all'esperienza e a documenti elaborati dai Cantieri dell'Urbanistica Partecipata negli anni dal 2004 al 2009. Ci è parso di dover fornire ai cittadini la possibilità di un “ripasso” su ciò che è stata la Partecipazione nel Comune di Porto Venere visti i temi che in questo periodo sono in evidenza, tra i tanti le dismissioni di beni militari, e quindi la questione Palmaria, e la sistemazione della baia delle Grazie. Nonostante le delusioni prodotte dall'atteggiamento negativo delle Amministrazioni che si sono succedute, come si leggerà nel seguito, e di fronte ai danni sociali e ambientali prodotti da tali atteggiamenti, continuiamo a pensare che la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica sia l'unico metodo che può garantire e produrre consapevolezza civica, senso di appartenenza a una comunità e riappropriazione del territorio come bene comune essenziale. Ci auguriamo pertanto che in questo momento così delicato per il Golfo, di passaggio di beni militari alla comunità, i cittadini non vengano tenuti all'oscuro e tagliati fuori ma possano assumere un ruolo determinante in decisioni che segneranno il loro futuro. Lo scopo di questo scritto non è solo elencare atteggiamenti errati affinché questi non si ripetano ma soprattutto sottolineare e ribadire l'importanza dell'esperienza vissuta, importanza culturale, sociale e umana che solo la dedizione dei professori Pizziolo e Micarelli ha reso possibile.
Il rapporto tra l’Università di Firenze e il territorio di Porto Venere ha avuto inizio nel 2004, quando Provincia della Spezia, Comune di Porto Venere e l'Università, Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione Territoriale, di cui era allora responsabile il Prof. Arch. Giorgio Pizziolo, andarono ad una convenzione su “I Paesaggi Partecipati” in attuazione sperimentale della Convenzione Europea del Paesaggio.

mercoledì 6 gennaio 2016

Incontro pubblico

Dopo la presentazione dell'Esposto sui lavori in corso presso il Cantiere Valdettaro alle Grazie QUI e l'invio agli Enti interessati delle Osservazioni sugli interventi a terra e a mare QUI, il Comitato di Salvaguardia Ambientale delle Grazie, l'Associazione V.A.S. e l'Associazione Posidonia hanno organizzato un incontro pubblico per illustrare ai cittadini lo stato delle cose e le azioni che sono state fin qui intraprese. Di fronte a rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, il Vicesindaco e un consigliere di maggioranza, e a un discreto numero di cittadini sono state presentate e discusse una serie di slides che pubblichiamo qui di seguito e che sono state inviate agli stessi Uffici cui sono state inviate le Osservazioni.

giovedì 17 settembre 2015

Pontili à go-go

Da quando è apparso, presso il Cantiere Valdettaro delle Grazie, un nuovo progetto di ristrutturazione dell'area, a terra e a mare, si fa un gran parlare sui giornali e sulle panchine della Convenzione del 2009, stipulata tra l'Amministrazione Comunale e la proprietà e ancora vigente.
Questa Convenzione, finora attuata in piccola parte, non prevedeva nessuna invasione a mare e prevedeva ristrutturazioni a terra da eseguirsi seguendo un preciso cronoprogramma. Non vogliamo entrare nella discussione, secondo noi a questo punto sterile, su chi non abbia fatto rispettare il cronoprogramma, ma ci sono alcuni elementi attinenti al diritto che è bene sottolineare. Intanto una Convenzione non è un atto firmato da un Sindaco X e da un Amministratore Delegato o Presidente Y; è un atto firmato tra un'Amministrazione Pubblica e una Società che quindi rimane valido qualsiasi cambiamento avvenga
nelle persone fisiche. Per questo motivo ci chiediamo come mai non ci sia stato nessun controllo non solo sul rispetto del cronoprogramma ma in generale sulle opere finora eseguite che appaiono in molti aspetti difformi da quanto stabilito nella Convenzione. Il caso più eclatante è il cancello di dimensioni carrabili che è comparso su via dei Calafati (strada pedonale che deve rimanere tale) che non era previsto in nessun elaborato grafico.
Detto questo non possiamo esimerci dal dire qualcosa, sul metodo e sul merito, sia sulla Convenzione del 2009, sia sul progetto apparso qualche giorno fa.



sabato 5 settembre 2015

PEEP o speculazione edilizia?

Il giorno 31 agosto con il titolo “Schiaffo a Cozzani e alla sua giunta” La Spezia oggi ha pubblicato un articolo sulla vicenda del PEEP a Fezzano e in particolare sulla recente sentenza del TAR Liguria. Abbiamo giudicato questo articolo così maldestro e poco informato (non ce ne voglia la Redazione che lo ha firmato) da non essere meritevole di risposta da parte nostra.
Il 3 settembre è stato pubblicato un intervento dell'ex Sindaco Nardini che riporta nei giusti confini la sentenza del TAR, definendola correttamente “sospensiva”, senza quindi allinearsi, sembrerebbe, alle trionfalistiche dichiarazioni che abbiamo letto negli ultimi giorni. Nardini fa poi dichiarazioni su “speculazioni edilizie” e “costruzioni di seconde case” che, queste si, sono meritevoli di risposta.
Della vicenda PEEP l'Associazione Posidonia si è più volte occupata, con comunicati stampa e su questo blog, qui, qui e qui.
Riportiamo qui solo gli aspetti inerenti queste dichiarazioni di Nardini.

mercoledì 25 febbraio 2015

Osservazioni al progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale e alla richiesta di concessione di ulteriore spazio acqueo presentato all'Autorità Portuale da Marina del Fezzano S.r.l.

Al Fezzano, comune di Porto Venere, è presente dal 2001 un porticciolo turistico denominato “Marina del Fezzano”. Il borgo del Fezzano è all'interno della diga foranea, quindi del porto della Spezia, e le sue acque sono sotto la giurisdizione dell'Autorità Portuale. La proprietà del Marina ha presentato in A.P. un progetto di “Adeguamento Tecnico Funzionale” al quale l'Associazione Posidonia (che ha avuto i documenti dietro richiesta all'A.P., documenti che sono a disposizione presso la sede dell'Associazione) ha presentato Osservazioni entro i termini di legge. Questo progetto, che a nostro parere non rispetta le norme e le procedure di legge, appare anche paesaggisticamente molto invasivo e per nulla rispettoso del luogo che verrebbe soffocato e asservito a questa sola attività.
Alle Osservazioni hanno lavorato nostri soci, principalmente Marco Grondacci, Giorgio Pizziolo, Gianfranco Berghich (che è anche membro del Direttivo della sezione Lunense dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri), Gabriella Reboa e molti altri che hanno dato indicazioni, consigli e supporto. Ha dato un importante contributo il nostro amico Corrado Cucciniello dell'Associazione dei Comitati Spezzini. Le Osservazioni sono poi state ritenute meritevoli di apprezzamento e condivisione e hanno firmato con noi le Associazioni Legambiente e ItaliaNostra. A tutti un sincero ringraziamento.
Riportiamo per intero queste Osservazioni.


mercoledì 7 gennaio 2015

Lettera aperta al Sindaco, all'Amministrazione Comunale e ai cittadini del Comune di Porto Venere

Siamo di nuovo a parlare dell'area ex Pittaluga (ne abbiamo parlato qui e qui) e lo facciamo perché abbiamo sentito molte proteste per il perdurare della non agibilità dell'area dopo i lavori effettuati nell'autunno scorso.
L'Associazione si è mossa fin dalla scorsa estate per portare a conoscenza dei cittadini la grave situazione di inquinamento dell'area, inquinamento certificato dalla Regione Liguria che ha inserito l'area Pittaluga tra i siti inquinati e da bonificare, elenco pubblicato nel BUR n. 5 del 30 gennaio 2013 (l'area ex Pittaluga è alla pag. 143). La presenza di importanti sostanze inquinanti è certificata anche dal risultato delle analisi che sono state effettuate a partire dal 2006 (i relativi documenti sono a disposizione presso la sede dell'Associazione Posidonia). Una Conferenza dei servizi, tenutasi nel 2011, stabilisce che il Sindaco, e quindi il Comune di Porto Venere in qualità di organo deputato alla sicurezza e alla tutela della salute pubblica, devono predisporre il progetto di impermeabilizzazione tramite asfaltatura completa dell'area contaminata. Una nota dell'USL del 19 luglio 2011 prescriveva di realizzare entro 90 giorni l'intervento di asfaltatura.
Proprio pensando alla tutela della salute pubblica l'Associazione si è mossa chiedendo di poter discutere con i cittadini gli interventi che da anni avrebbero dovuto essere messi in atto.
A ottobre u.s. l'Autorità Portuale ha provveduto ad asfaltare l'area, intervento provvisorio in attesa della bonifica ma che avrebbe dovuto consentire la fruibilità dell'area in condizioni di maggiore sicurezza. Terminati i lavori però l'area è rimasta non agibile per la popolazione, non è agibile la mancina per l'alaggio imbarcazioni e le Associazioni locali (Forza e Coraggio, Borgata Marinara e Circolo Velico) che dovrebbero utilizzare l'area per le loro attività non possono ancora farlo.

Chiediamo al Sindaco, all'Amministrazione, all'Autorità Portuale e a chiunque ne sia a conoscenza di illustrare ai cittadini le motivazioni di questa perdurante inagibilità dell'area e quali ulteriori interventi sono previsti

lunedì 3 novembre 2014

Assemblee pubbliche nel comune di Porto Venere: positività e negatività

A seguito della nostra richiesta di assemblea sull'area ex Pittaluga e sul (mal)funzionamento del sistema fognario, di cui abbiamo parlato QUI, sono state indette dall'Amministrazione tre pubbliche riunioni, una per frazione.
Nell'assemblea tenutasi alle Grazie l'Associazione Posidonia ha presentato il seguente documento:

L'Associazione Posidonia ha da tempo pensato di organizzare assemblee pubbliche su vari argomenti che toccano le tre frazioni. Per Le Grazie, visti i disagi pesanti verificatisi quest'estate, aveva pensato di iniziare con il problema dell'area ex Pittaluga e con il malfunzionamento del sistema fognario. L'assemblea su questi argomenti era stata fissata per il 9 ottobre e l'Associazione aveva invitato l'Amministrazione che avrebbe dovuto mettere a disposizione dei cittadini tutte le informazioni in suo possesso: mappe, progetti, analisi e quant'altro.
La proposta di un incontro è stata avanzata, su sollecitazione non solo di soci ma anche di altri cittadini, perché riteniamo tali questioni meritevoli di un approfondimento che non sia superficiale o semplicemente illustrativo, ma che fornisca adeguate informazioni sulla situazione, sulle opzioni possibili, sui passi già fatti e quelli da fare.
Sull'area ex Pittaluga sono state eseguite analisi che hanno riscontrato la presenza di materiali e sostanze inquinanti provenienti sia dall'attività di cantiere presente in passato in quell'area sia dalla presenza del distributore. I risultati delle analisi (a disposizione di chiunque presso la sede dell'Associazione) hanno evidenziato quantità di materiali tossici, metalli pesanti e idrocarburi in particolare, a livelli altissimi, anche a bassa profondità, pericolosi per le persone. Quindi che quest'area sia fortemente inquinata non lo dicono quattro cittadini un po' fissati ma lo dicono le analisi di cui sopra e lo dice soprattutto la Regione che ha inserito l'ex Pittaluga tra i siti inquinati e da bonificare della Liguria.

venerdì 24 ottobre 2014

E' successo di nuovo: un sindaco querela un cittadino

L'Amministrazione Comunale di Porto Venere con Deliberazione della Giunta Comunale n. 201 del 17 ottobre 2014 ha deciso di querelare un privato cittadini, Daniele Brunetti, amministratore del profilo facebook “Comitato spiagge libere dell'Olivo”. La colpa di Brunetti è avere pubblicato su facebook per due volte la frase "l'ex comandante Pruzzo mi ha riferito che per quanto riguarda il parcheggio pubblico alle Terrazze, la pratica è stata sospesa dal Sindaco Matteo Cozzani".
Questa frase è stata considerata “gravemente lesiva del decoro, del buon nome e dell’immagine giuridico – istituzionale del Comune di Porto Venere” nonché diffamatoria nei confronti del Sindaco.
Della vicenda di questi parcheggi ci siamo occupati anche noi QUI pavesando anche un possibile danno erariale per mancato introito da parte del Comune. L'unica cosa successa da allora è stata l'eliminazione del cancello a scorrimento che impediva l'accesso ai parcheggi liberi quando la struttura non è aperta al pubblico.
Riprendendo questo tema, Brunetti ha chiesto ragione di questo “non procedere” e riferendo, dice, parole di altra persona, ha utilizzato il termine “sospesa”. QUI uno scritto di Brunetti.
Quello che ora vorremmo mettere in evidenza non è se Brunetti abbia fatto bene o male, se abbia o no leso l'onorabilità dell'Amministrazione. La nostra posizione sulle denunce è già stata espressa più volte con comunicati quando l'Amministrazione Nardini aveva deliberato di querelare cittadini e associazioni che criticavano il progetto Kipar sulla Palmaria e abbiamo applaudito QUI il Sindaco Cozzani, proprio lo stesso che ora ha sporto denuncia, quando ha revocato la querela della precedente amministrazione.
A nostro parere il Sindaco ha perso l'occasione per rispondere in modo chiaro e trasparente su una questione che è da tempo all'attenzione dei cittadini. Nascondersi dietro la denuncia/querela manifesta solo debolezza, non è un modo di rapportarsi con i cittadini, qualsiasi sia la critica da loro rivolta al Sindaco e/o all'Amministrazione. Utilizziamo volutamente il termine “critica” poiché, da semplici cittadini, non ravvisiamo altro negli scritto di Brunetti, né offese né contenuti diffamatori.

sabato 30 agosto 2014

Area Pittaluga: una vicenda emblematica


Riportiamo brevemente la vicenda dell'area ex Pittaluga con alcune nostre considerazioni. La cronaca più dettagliata di questa vicenda si legge QUI.
L'area ex Pittaluga è in concessione al Comune di Porto Venere che, nel 2005, ha deliberato di riqualificarla. Il progetto di riqualificazione comprendeva anche una relazione geologica che ha evidenziato la presenza di idrocarburi. Nel 2006 vengono commissionate da parte del Comune indagini più approfondite. Analoghe indagini vengono effettuate dall'A.R.P.A.L. e il Comune è obbligato dall'art. 42 del D.Lgs 152/06 ad elaborare un Piano di caratterizzazione ambientale. Attraverso la procedura della Conferenza dei Servizi viene attivata l'elaborazione del Piano che, dopo integrazioni, viene approvato a fine 2008. Nel 2009 viene approvata, sempre tramite la procedura della Conferenza dei Servizi, la Relazione tecnica descrittiva delle indagini. Nel corso di questa Conferenza viene anche stabilito di notificare gli atti del procedimento alla società AgipFuel, gestore del distributore di carburante presente in loco.


martedì 26 agosto 2014

E' passato più d'un anno dall'insediamento del nuovo Sindaco e della nuova Giunta ....

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo del nostro socio Corrado Giudici
 
L’annuncio dello sbarco dei marxiani alle Grazie e la decisione di Posidonia di ospitare e diffondere gli interventi di questi quattro ragazzi, che spero abbiano presto numerosa compagnia, e infine il contenuto dei primi loro scritti, mi spingono, a oltre un anno dall’insediamento del nuovo Sindaco e della nuova Giunta Comunale, a rilanciare alcune riflessioni.
Il nuovo Sindaco e la nuova Giunta avevano suscitato grandi aspettative di rinnovamento, che pur non essendo state del tutto tradite, sono però state in buona parte deluse.

TRASPARENZA - Sul piano della trasparenza è innegabile che qualcosa sia stato fatto per quanto riguarda la pubblicità degli atti (p.e. la possibilità di seguire le sedute del Consiglio via internet) e anche l’attenzione riservata alle varie Associazioni presenti sul territorio e ai singoli cittadini, nel senso dell’ascolto e del dialogo (più per il primo che per il secondo), appare migliorata. Il positivo si ferma qui. Siamo ben lungi da quella trasparenza e soprattutto da quell’opera di promozione e sostegno della partecipazione che ci si aspettava e che è necessaria per far riprendere ai cittadini il controllo e la gioia nel contribuire al governo, in senso lato del territorio.

giovedì 24 luglio 2014

Le buone pratiche



Riproduciamo integralmente un articolo di Domenico Finiguerra, già sindaco di Cassinetta di Lugagnano, promotore della campagna e del movimento nazionale Stop al consumo di territorio e cofondatore del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori.

La distanza tra istituzioni e cittadini è ormai enorme. Il solco che divide il popolo dalla politica è sempre più profondo. Da anni, anzi da decenni, si sentono politici, commentatori, giornalisti e semplici cittadini che lo ripetono.
La sensazione generalizzata di tutti è quella di essere considerati soltanto portatori di voti in occasione delle elezioni. Una domenica, di solito in primavera, andiamo in una scuola, votiamo, ci mettono un timbro sul certificato elettorale. E poi? Ci si rivede al prossimo turno elettorale. E' la democrazia rappresentativa. Purtroppo, però, le persone che considerano utile votare sono sempre meno. La partecipazione elettorale è ogni volta più bassa ed il partito degli astensionisti è il più “non votato”.
Tanto fanno sempre come gli pare!” “Ma se sono tutti uguali cosa vado a votare a fare!” “Me ne vado al mare!”.
E' così. Quasi dappertutto. Quasi.