Visualizzazione post con etichetta Palmaria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Palmaria. Mostra tutti i post

venerdì 14 giugno 2024

Ordinaria non trasparenza

 



Uno degli ultimi post sulla nostra pagina Facebook terminava sottolineando l’importanza della trasparenza e della partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Quella che vogliamo raccontarvi oggi è una storia di non trasparenza, anzi, proprio di occultamento degli atti.

La vicenda risale a più di due anni fa ed è attinente al “Progetto per la riqualificazione dell’area ex cava Carlo Alberto con ricomposizione del fabbricato esistente ad uso ristorante e realizzazione di stabilimento balneare” di cui si è trattato nell’ultimo Consiglio Comunale di Porto Venere.

Quello che leggerete sotto fa parte di un dettagliato ricorso al Difensore Civico della Regione Liguria al quale ci siamo rivolti il 27 dicembre 2021 per avere atti e documenti che avrebbero dovuto essere pubblici e a disposizione di tutti i cittadini.


lunedì 15 aprile 2024

Condominio Palmaria

                         

E’ stata approvata dal Consiglio Comunale di Porto Venere una mozione, presentata dalla consigliera di minoranza Sacconi, gruppo Lista La Civica, che consente lo spacchettamento dei beni in vendita sull’isola Palmaria. Di questi beni abbiamo parlato più volte e abbiamo più volte denunciato il vizio o, meglio, i vizi di fondo, le assenze e la visione puramente imprenditoriale, economica e finanziaria sulla gestione del territorio, vizi che hanno portato alla messa in vendita di questi beni.

Riassumiamo brevemente:

- il Protocollo di Intesa che più volte ripete che questi beni erano in uso alla Marina Militare e che questo passaggio doveva avvenire senza oneri per le amministrazioni QUI

- il successivo avvio del Masterplan che prevede una profonda trasformazione dell’isola QUI

- l’Accordo di Programma che stabilisce quali beni sia possibile vendere e quale quota del ricavato debba essere destinata alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, dei beni che rimangono alla Marina Militare 


Ai beni restituiti dalla Marina si sono poi aggiunti altri terreni e fabbricati che l’Agenzia del Demanio ha trasferito nella disponibilità del Comune di Porto Venere.

Nonostante le numerose proteste dei cittadini tutto è andato avanti speditamente e si è giunti alla messa all’asta di due lotti del valore iniziale complessivo di 12.101.534, 80 euro così suddivisi: primo lotto 8.239.624,53 e secondo lotto 3.861.907,27 euro.

Due aste sono andate deserte e il Consiglio Comunale ha quindi preso, alla quasi unanimità la decisione dello spacchettamento dei beni: hanno votato a favore tutti i consiglieri di maggioranza insieme a Sacconi e a un altro consigliere di minoranza, Farnocchia, gruppo Insieme alla gente, si è astenuto il consigliere Negro gruppo Porto Venere Civica

domenica 16 aprile 2023

Giù le mani dalla Palmaria

Sabato 15 aprile si è tenuta sull’isola Palmaria una partecipata manifestazione, circa 300 persone nonostante il tempo incerto, per protestare contro la costruzione di uno stabilimento balneare nella ex Cava Carlo Alberto, proprio di fronte al paese di Porto Venere. La Manifestazione è stata indetta da 4 associazioni, Legambiente La Spezia, Posidonia, PSMN e Il frastaglio di Porto Venere e hanno poi aderito altre associazioni del territorio. Ha partecipato anche l’Associazione La nave di carta che, con la sua goletta Oloferne ha navigato nel canale di Porto Venere esibendo uno striscione con la scritta “Giù le mani dalla Palmaria”



Quello che segue è l’intervento dell’Associazione Posidonia


Sulla vendita di beni sull’isola Palmaria restituiti dalla Marina Militare e quindi ritornati nel pieno possesso dei cittadini, così come sull’attuazione del Masterplan che cambierà il volto dell’isola, si sono dette e scritte molte cose (anche in questo blog all’etichetta Palmaria). Ancora una volta sottolineiamo il termine “restituiti” perché i beni di cui si parla erano “in uso” alla M.M. che li ha lasciati andare in malora e, una volta degradati, ha pensato bene di renderli al Comune in cambio di lavori di ristrutturazione per 2.600.000 euro circa ai beni che rimangono a lei, cioè due stabilimenti balneari dove possono entrare solo i dipendenti, civili o militari, del Ministero della Difesa.


martedì 11 aprile 2023

Palmaria per noi

 Sulla vendita di beni sull’isola Palmaria restituiti dalla Marina Militare e quindi ritornati nel pieno possesso dei cittadini, sull’attuazione del Masterplan che cambierà il volto dell’isola, si sono dette e scritte molte cose. L’attenzione negli ultimi tempi si è concentrata sul progetto di stabilimento balneare nella ex Cava Carlo Alberto che non riguarderà solo un’area privata ma che interesserà anche la scogliera, quindi un’area pubblica, e l’Area di Tutela Marina con la costruzione di un pontile d’attracco, anche se stagionale.

Sappiamo bene che lo stabilimento non ha a che fare con la realizzazione del Masterplan, ne segue solo la filosofia, che è quella di fare della Palmaria la Capri della Liguria, banalizzarla, renderla uguale a tanti non luoghi da consumare e non da vivere.

Le note che seguono sono state pubblicate da Legambiente e dalla Associazione Posidonia in risposta a dichiarazioni del Sindaco che fanno risalire il progetto addirittura al 2002 .





giovedì 2 dicembre 2021

Stabilimento balneare sull'isola Palmaria

 




La Società Palmaria Experience Srl ha presentato al Comune di Portovenere un progetto per la realizzazione sull’isola Palmaria, nella ex cava Carlo Alberto, di fronte alla chiesetta di  San Pietro, di uno stabilimento balneare.

Il progetto prevede, in sintesi, il recupero del fabbricato esistente da destinare a ristorante/bar, la messa in sicurezza della parete di cava, la costruzione di tre piscine, cabine, servizi, area fitness, servizi con docce, interventi sulla vegetazione. Nell’area esterna alla proprietà privata è prevista la realizzazione di gradoni in legno per agevolare la discesa sulla scogliera verso un pontile di attracco imbarcazioni che verrebbe costruito in piena Area di Tutela Marina, sopra la prateria di posidonia che ancora resiste nel canale di Porto Venere. Prevede inoltre come oneri di urbanizzazione l’illuminazione del tratto di sentiero pubblico che costeggia il previsto stabilimento e la costruzione di un bagno pubblico autopulente in zona Beffettuccio.

L’Associazione Posidonia ha presentato al Comune di Porto Venere richiesta di accesso agli atti e potete visionare il progetto o presso la sede dell’Associazione o richiedendolo al nostro indirizzo mail posidoniaportovenere@libero.it

La società proponente ha inviato al Comune lo Studio di Incidenza che deve valutare la compatibilità del progetto con il sito in cui si inserisce , sito che è tutelato da normative a livello europeo oltre che regionale essendo Sito di Interesse Comunitario, Sito Unesco e Parco Naturale Regionale.

Quelle che leggete qui sotto sono le Osservazioni presentate dall’Associazione Posidonia.

domenica 21 luglio 2019

Palmaria. Il Masterplan e i valori paesistici dell'isola

L’isola Palmaria, per la cui valorizzazione è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa e elaborato un Masterplan QUI che stiamo riesaminando in tutte le loro implicazioni, è inserita dal 1997 nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO e dal 2004 rientra nelle disposizioni del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio come paesaggio protetto. Dopo l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale è stata definita l’Area di Tutela Marina e dal 2001 l’isola è stata inclusa nel Parco Regionale di Porto Venere. E’ Sito di Interesse Comunitario, IT 1345103, istituito nell’ambito di Natura 2000 con lo scopo di garantire il mantenimento della conservazione del paesaggio e della flora e fauna locali. Nel 2016, quindi solo tre anni fa, in concomitanza con l’avvio del percorso di valorizzazione dell’isola, è stato varato il Piano di gestione per il Sito Unesco con l’obiettivo di promuovere nel modo più ampio possibile il valore eccezionale del sito.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico, PTCP, è lo strumento di pianificazione territoriale della Regione Liguria su cui è basato il quaderno2 del Piano di Gestione del Sito Unesco che prende in esame gli ambiti in cui è stato suddiviso il territorio ligure; Porto Venere e le isole sono l’ambito territoriale n. 94. Nei Caratteri generali del paesaggio leggiamo, limitatamente all’isola Palmaria, “Di notevole valore paesistico è l’isola Palmaria, caratterizzata da un versante roccioso, con grotte a picco sul mare e da quello opposto che scende gradatamente all’arenile, con approdi e lembi di spiaggia, coronata da vegetazione mediterranea…. Sull’isola si trova una ricca vegetazione spontanea ben conservata, con pinete a pino marittimo, macchia mediterranea e latifoglie termofile (leccio e roverella)”. In questa descrizione “le isole, a parte alcune emergenze monumentali, sono prive di insediamenti” e negli Indirizzi per la pianificazione si afferma che nelle isole “le potenzialità insediative sono da ritenersi esaurite” mentre per l’assetto vegetazionale si raccomanda il consolidamento-modificabilità definendo i boschi “nel complesso poco estesi la cui superficie può essere incrementata rispettando le tendenze evolutive in atto su aree prative e arbustate”. 

giovedì 11 luglio 2019

Isola Palmaria. Verso la realizzazione del Masterplan


L’importanza ambientale dell’isola Palmaria, i suoi fondali e la sua bellezza, prerogative che le hanno valso i riconoscimenti nazionali e europei sui quali torneremo nel prossimo scritto, sono stati ribaditi nel Piano di Gestione per il Sito Unesco redatto con la collaborazione di UNESCO, MiBACT, Regione Liguria, Comune di Porto Venere e FILSE e entrato in vigore nel 2016.
Contemporaneamente, sempre nel 2016, veniva sottoscritto il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione dell’Isola Palmaria. Abbiamo già scritto sulla distorta interpretazione del termine “valorizzazione” e anche sulla consuetudine degli amministratori di trasformare importanti riconoscimenti ambientali in vuote enunciazioni di principio mentre contemporaneamente operano in ossequio al più spregiudicato sfruttamento dei beni. La stessa cosa è successa e succede ogni volta che le amministrazioni mettono in atto processi partecipativi unicamente per allettare quei cittadini che desiderano interessarsi e contribuire alla gestione del proprio territorio, mentre contemporaneamente elaborano progetti a vantaggio di singoli speculatori dimostrando anche una visione miope e di corto respiro sul territorio che amministrano.
Questo sta accadendo per l’isola Palmaria, vicenda che dovrebbe avere a che fare esclusivamente con la tutela e la conservazione di un bene comune e non con il suo sfruttamento e la sua monetizzazione.


domenica 30 giugno 2019

Beni culturali: il petrolio dell'Italia


Il titolo esatto del Protocollo d’Intesa citato nell’articolo precedente è Protocollo di Intesa per la valorizzazione dell’isola Palmaria.
Il già citato articolo 2 comma 3, ai punti c e d prevede di:
c) contribuire alla valorizzazione dell’isola Palmaria nell’ambito di un progetto pilota che sia fortemente basato sulla presenza storica,culturale e materiale, della Marina Militare;
d) favorire il processo di valorizzazione dell’isola Palmaria quale esempio di sviluppo sostenibile di un bene di grande valore storico, culturale, ambientale e paesaggistico;”
Con questo secondo articolo vogliamo analizzare l’origine e l’uso divenuto ormai consueto di questo termine, valorizzazione, il cui significato abbiamo più volte stigmatizzato con l’equivalenza “valorizzazione = monetizzazione”.

Nel 2004 fu approvato il Codice dei Beni Culturali che all’articolo 6 definisce la valorizzazione come quel processo che dovrebbe promuovere la conoscenza del patrimonio culturale italiano e assicurarne le migliori condizioni di fruibilità allo scopo di favorire lo sviluppo della cultura.
Da subito però il termine ha assunto una connotazione economica, andando di pari passo con la mercificazione dei beni culturali e naturali, e questa visione si è talmente consolidata negli anni nella politica italiana da divenire oggetto di studio e di ricerca anche all’estero.

lunedì 24 giugno 2019

Isola Palmaria. La contraddizione del Protocollo di Intesa

Il Masterplan per l’isola Palmaria, fatto proprio dalla Cabina di regia il 16 maggio u.s., nasce da un Protocollo di Intesa siglato il 14 marzo 2016 tra il Comune di Porto Venere, il Ministero della Difesa, la Regione Liguria e l’Agenzia del Demanio che prevede, ai primi due punti dell’articolo 2 comma 3, di:
a) recuperare alcuni immobili in uso alla Marina Militare che potrebbero essere messi a disposizione del progetto di valorizzazione dell’isola;
b) migliorare, anche con interventi di manutenzione straordinaria, alcuni beni che rimangono in uso alla Marina Militare essendo inseriti nel complesso di più generale valorizzazione dell’isola e ancora necessari alle esigenze della Forza Armata;”
Al successivo comma 4 è scritto che “costituiscono oggetto degli interventi che saranno previsti nei successivi atti attuativi” i beni indicati ai punti successivi e, in particolare, al punto ii “i beni che rimangono nella disponibilità della Forza Armata e che saranno oggetto di interventi di innovazione e di manutenzione straordinaria compresi e finanziati nell’ambito dell’attuazione del programma di valorizzazione dell’isola Palmaria, senza oneri per le Amministrazioni Statali;” mentre nel punto iii sono indicate “le reti e i beni strumentali (strade e reti tecnologiche)” sempre “senza oneri per le Amministrazioni Statali.
In una prima versione del Protocollo, quella approvata dal C.C. n. 28 del 18 settembre 2015, era scritto “senza oneri per il Ministero della Difesa e per la Marina Militare”. Perché è stata variata questa dicitura? Per comprendere anche il MiBAC che nel frattempo era entrato a far parte della Cabina di Regia? Per comprendere le Amministrazioni Statali Periferiche e quindi anche il Comune? Per ottemperare in questo modo all’articolo 56 bis della legge 98/2013 che prevede il trasferimento a titolo non oneroso a Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni di beni immobili demaniali? 

domenica 9 giugno 2019

Masterplan? No, grazie


La Cabina di Regia ha approvato il Masterplan per l'isola Palmaria. Si tratta di un sesto scenario, chiamato 5bis in quanto non era presente tra i 5 a suo tempo presentati. Questo scenario comporta un impatto notevole sulla natura dell'isola: è prevista, per esempio, l'estensione delle zone coltivabili, la costruzione di una monorotaia a uso turistico, l'allestimento della cava di portoro al Pozzale per spettacoli e per tutti i manufatti che passano al Comune, ad esclusione dei forti e delle batterie, è prevista la vendita o la concessione pluriennale per farne residenze o strutture ricettive.
L'Associazione Posidonia ha già più volte scritto in merito a questo prossimo cambiamento dell'isola e, in attesa di pronunciarsi in modo più approfondito su quanto proposto dal Masterplan, ha inviato ai giornali e diffuso sui social la nota che qui pubblichiamo.



Rigettiamo il Masterplan per l’isola Palmaria, presentato e acquisito dalla Cabina di regia ma non ancora passato in Consiglio Regionale per l’approvazione, poiché, compiendo scelte che hanno una valenza economico-politica e che avranno pesanti ripercussioni sul sociale, disegna un’isola modificata e artificiale. Si tratta di scelte dettate da una errata interpretazione del concetto di “valorizzazione”, interpretazione secondo la quale i beni culturali, e quindi anche quelli paesaggistici, sono paragonati a pozzi petroliferi da sfruttare. I beni culturali e la cultura in genere sono stati trasformati dalla politica in strumenti economici, in potenziali creatori di ricchezza e neppure per tutti, ma solo per potentati economici che stanno sempre più sfruttando ogni nostro bene comune. Questo sta succedendo sull’isola Palmaria, in contrasto con la Costituzione Italiana che all’articolo 9 “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” e contro il parere di autorevoli costituzionalisti quali Paolo Maddalena che definisce i beni demaniali quali beni comuni “fuori commercio e in proprietà collettiva, e che, pertanto, sono inalienabili, inusocapibili e inespropriabili”. 

martedì 9 ottobre 2018

Partecipazione: a quale gradino?

Pubblichiamo il documento inviato oggi via pec alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, al Ministero della Difesa Ufficio generale Dismissione Immobili e a FILSE Spa, cioè ai componenti della Cabina di regia prevista dal Protocollo di Intesa per la valorizzazione dell’isola Palmaria

Dopo la pubblicazione degli scenari presentati dallo studio Land vorremmo ribadire la nostra posizione sul Protocollo di Intesa firmato nel marzo 2016 dal Comune di Porto Venere, Regione Liguria, Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa, per la cessione e riqualificazione di immobili presenti sull’isola Palmaria, e sul percorso cosiddetto partecipato messo in atto per l’attuazione di questo Protocollo.
Si tratta di considerazioni che in parte abbiamo già espresso al Tavolo Tecnico QUI con documento del 2 luglio 2017 e che qui riprendiamo.

Il Protocollo di Intesa è fortemente sbilanciato a favore del Ministero della Difesa e non è uno scambio equo, né tantomeno a costo zero, per il Comune di Porto Venere. In cambio infatti dell’acquisizione di edifici fatiscenti e la cui ristrutturazione comporterà una spesa non indifferente, il Comune si impegna a ristrutturare i beni che rimangono nella disponibilità del Ministero della Difesa: due stabilimenti balneari e alcune costruzioni. Oltre al rifacimento di impianti di acqua, luce e gas, dovrà sistemare gli spogliatoi, le discese a mare, gli infissi, le pavimentazioni e quant’altro. Il Protocollo prevede anche la possibilità per lo stabilimento del Terrizzo di un ampliamento del 20%. Conseguenza? Neppure vendendo tutti gli immobili acquisiti e alienandoli quindi dal patrimonio pubblico (in altro scritto ci siamo soffermati sulla definizione costituzionale di “demanio”) la casse del Comune andranno in parità. Ma non esiste solo la parità finanziaria, in ogni caso i cittadini avranno perso beni del loro patrimonio comune.

mercoledì 31 gennaio 2018

Palmaria area strategica


La Regione Liguria ha promulgato il 28 dicembre u.s. la Legge Regionale n. 29 “Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2018”. L’articolo 2 individua sette ambiti territoriali, definiti strategici, finalizzati alla realizzazione di interventi infrastrutturali nei settori: risanamento idrogeologico, bonifiche e riqualificazione ambientale e paesaggistica, risanamento della qualità dell’aria, riqualificazione del territorio e dei centri urbani, interventi sulle infrastrutture e opere pubbliche, turismo, innovazione, formazione.
Ad una prima lettura l’articolo 2 non desta particolari allarmi; è vero, c’è il termine “riqualificazione”, concetto che, per l’esperienza maturata negli anni, non abbiamo mai visto applicare tenendo come prioritario il rispetto per il territorio ma, al contrario, lo abbiamo visto usato come passe-partout per attuare i peggiori disastri.

martedì 24 ottobre 2017

Palmaria non è una preda


Abbiamo letto sul Secolo XIX di domenica 22 ottobre la ricostruzione della visita sull’isola Palmaria di un imprenditore, Michele De Negri, arrivato con elicottero privato e accompagnato poi da sindaco e tecnici del comune a visionare alcuni beni in dismissione tra cui il Forte Palmaria. Questa visita apre la strada a non troppo fantasiose ipotesi sul futuro dell’isola, futuro che era già stato tracciato quando si parlava di Capri della Liguria o di turismo di altissimo livello.
Ci sono due aspetti di questa vicenda che vanno messi in evidenza. Il primo è di ordine sociale/costituzionale e non ci riferiamo solo ai beni in dismissione dal demanio militare ma anche a quelli già nella disponibilità del Comune come Casa Carassale sull’isola o la casa del Capitano sul promontorio di Porto Venere. Della vendita di casa Carassale a una società con sede in Estonia (ma con nomi italianissimi nel C.d.A.) si parla nella stessa pagina del giornale, mentre l’asta per la casa del Capitano deve ancora essere bandita. Si tratta, dicevamo, di due beni appartenenti al Comune, cioè alla Comunità e, come scrivono autorevoli costituzionalisti come Paolo Maddalena, tali beni sono a tutti gli effetti beni comuni, cioè beni “fuori commercio e in proprietà collettiva, e che, pertanto, sono inalienabili, inusocapibili e inespropriabili”. 

lunedì 9 ottobre 2017

Una nostra proposta per la gestione dei beni in dismissione sull'isola Palmaria

Il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione dell’isola Palmaria siglato il 14 marzo 2016 tra il Comune di Porto Venere, Ministero della Difesa, Regione Liguria e Agenzia del Demanio prevede di:
- “recuperare alcuni immobili in uso alla Marina Militare che potrebbero essere messi a disposizione del progetto di valorizzazione dell’isola;
- migliorare, anche con interventi di manutenzione straordinaria, alcuni beni che rimangono in uso alla Marina Militare essendo inseriti nel complesso di più generale valorizzazione dell’isola e ancora necessari alle esigenze della Forza Armata;
- contribuire alla valorizzazione dell’isola Palmaria nell’ambito di un progetto pilota che sia fortemente basato sulla presenza storica, culturale e materiale, della Marina Militare;
- favorire il processo di valorizzazione dell’isola Palmaria quale esempio di sviluppo sostenibile di un bene di grande valore storico, culturale, ambientale e paesaggistico.”
L’accordo prevede anche che i beni che rimangono nella disponibilità della Forza Armata “saranno oggetto di interventi di innovazione e di manutenzione straordinaria compresi e finanziati nell’ambito dell’attuazione del programma di valorizzazione dell’isola Palmaria, senza oneri per le Amministrazioni Statali”. (il grassetto è nostro)
A nostro parere l’accordo non solo non è a costo zero (l'Amministrazione Comunale dovrà impegare risorse per gli interventi di cui sopra) ma non porta neppure vantaggi per la comunità, né da un punto di vista economico né socio-ambientale.
Cominciamo con l’esaminare quest’ultimo aspetto.

martedì 3 ottobre 2017

Storia di una piattaforma scomparsa


Si è tenuta l’11 settembre presso la sala Consiglio del Comune di Porto Venere l’assemblea pubblica di presentazione del percorso partecipato previsto nell’attuazione del Protocollo di Intesa per la valorizzazione dell’isola Palmaria.
Nel corso della riunione, molto affollata a dimostrazione di quale importanza dia la comunità al futuro dell’isola, è stata presentata dal Sindaco la responsabile dei processi partecipativi, dott.ssa Silvia Baglioni, incaricata dalla Regione Liguria.
La dott.ssa Baglioni ha illustrato le linee di indirizzo per lo sviluppo del programma esplicitate negli obiettivi fondamentali e strategici e anche le tre fasi in cui si svolgerà l’attività dell’architetto incaricato, l’architetto Kipar dello studio Land di Milano. 
Ha poi annunciato l’imminente apertura di una piattaforma web, Palmaria nel cuore, sulla quale si sarebbero potuti caricare tutti i documenti elaborati dalle varie associazioni e cittadini e che avrebbe dovuto fungere da momento di condivisione e di discussione degli stessi documenti. 

martedì 5 settembre 2017

Palmaria: Masterplan e partecipazione




Abbiamo letto i documenti pubblicati nel sito della Regione Liguria relativi all’isola Palmaria, in particolare quelli che si riferiscono al Sito Unesco, agli Scenari di intervento e alle Attività affidate all’advisor tecnico e, per la parte comunicazione, alla Società Basi Comunicanti.

Il quadro che ne abbiamo ricavato non è confortante. Intanto emerge con chiarezza che non ci sarà un percorso partecipato ma solo comunicazione, timore che avevamo già espresso nella nota inviata a giugno in Comune e in Regione QUI. Leggiamo infatti che ci saranno “una serie di incontri dedicati a illustrare, approfondire e recepire eventuali istanze o suggerimenti”; ancora, il coinvolgimento avverrà “attraverso una comunicazione chiara e programmata”. 

Non si tratterà quindi di percorso partecipato ma solo di comunicazione condotta da facilitatori non neutri che si limiteranno ad illustrare le decisioni assunte mentre le proposte delle associazioni e dei cittadini saranno prese in considerazione solo se non interferiranno con il quadro complessivo già delineato. Che non si tratterà di percorso partecipato si evince anche dal curriculum dell’esperto incaricato, curriculum di tutto rispetto ma in altro campo, in quello appunto della comunicazione.
 
Il primo di questi incontri è previsto per l’11 settembre, lì vedremo come verrà impostato il cammino e saremmo ben lieti di ricrederci.

mercoledì 5 luglio 2017

Palmaria, bene comune da preservare


In data 10/10/2016 l’Associazione Posidonia ha inviato formale richiesta di partecipazione al Tavolo Tecnico costituito per dare attuazione alla dismissione di beni del Demanio Militare sull’isola Palmaria. Ne abbiamo scritto QUI e QUI
L’Associazione Posidonia ha quindi elaborato il documento qui di seguito che esprime la propria visione sull’isola Palmaria e sugli scenari che potrebbero configurarsi a seguito della dismissione di tali beni e loro passaggio nella disponibilità del Comune di Porto Venere.
Questo documento è stato inviato alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Ministero della Difesa e al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, Enti che compongono il Tavolo Tecnico e ai quali confidiamo di poterlo illustrare in una apposita seduta


Sullo schema metodologico procedurale per l’attuazione del Tavolo Tecnico



Dobbiamo innanzitutto esprimere la nostra sorpresa e contrarietà rispetto al percorso che si sta seguendo per l’attuazione del Tavolo Tecnico.

Nella Deliberazione n. 24 del 8/6/2016 del Consiglio Comunale di Porto Venere e nella successiva Delibera di Giunta n. 173 del 12/8/2016 è scritto che “il Tavolo Tecnico nella gestione dei lavori relativi all’”Agenda” curerà, attraverso la definizione di linee guida metodologiche, la definizione di un percorso di comunicazione ad ampio respiro e l’attivazione di un processo di partecipazione fino alle fasi attuative del Programma”.

Un processo di partecipazione, per essere tale, deve prevedere il coinvolgimento di tutti i cittadini interessati, riuniti o meno in associazioni, che devono, dopo ricerche, analisi, discussioni, costruzione di vari scenari, esplicitare e motivare la loro visione sul territorio in esame, in questo caso sull’isola Palmaria. Le risultanze di questo lavoro dovrebbero poi essere la base di un concorso di idee per individuare il progettista cui affidare l’incarico.

Qui si sta procedendo alla rovescia: si è dato l’incarico di elaborare il Master Plan ad uno studio tecnico senza aver neppure iniziato il percorso di partecipazione, e solo ora ai cittadini viene richiesto di esprimersi. O si tratta solo di comunicazioni dal Tavolo ai cittadini?

Vogliamo sottolineare che comunicare non è partecipare, questo progetto manca già di una gamba fondamentale, i cittadini che vivono questo ambiente e sui quali ricadranno le conseguenze delle scelte fatte.

Anche dal punto di vista della trasparenza il Programma di Valorizzazione dell’isola Palmaria ha avuto una partenza falsa: non sappiamo quali direttive sono state date alla studio Kipar, non sappiamo se il Tavolo Tecnico si è riunito (avrebbe dovuto farlo una volta al mese) e con quali risultati, così come non sappiamo nulla di eventuali riunioni della Cabina di regia, che dovrebbe riunirsi “almeno ogni tre mesi”. Non sappiamo nulla neppure della natura dell’incarico dato a chi dovrà curare i rapporti tra Tavolo e cittadini.

Noi speriamo che non si tratti di mera comunicazione in un solo verso, dal Tavolo ai cittadini, perché questo sarebbe solo veicolare decisioni già prese, ma che ci sia la reale volontà di ascoltare e prendere in considerazione i desideri e la visione dei cittadini.

Con questa speranza abbiamo steso il documento che segue che illustra la visione dell’Associazione Posidonia sull’isola Palmaria.



venerdì 10 marzo 2017

Ancora Kipar

Abbiamo letto e apprezzato lo scritto di Pierpaolo Bracco, pubblicato su Il Secolo XIX l’1 marzo, sull’affidamento all’architetto Kipar dell’incarico di advisor tecnico per la “redazione di scenari di intervento e masterplan” nell’ambito del programma di valorizzazione conseguente alla cessione al Comune di Porto Venere di beni del Demanio sull’isola Palmaria.
L’ingegner Bracco è stato a suo tempo tra i fondatori e i più attivi animatori del Comitato per la Salvaguardia dell’isola Palmaria che dal 2008 cercò di contrastare la cosiddetta riqualificazione ambientale inventata quale contorno all’abbattimento dello Scheletrone. Lo scempio di quell’operazione è ben visibile a chiunque percorra il tratto di sentiero dal Terrizzo a Punta Beffettuccio, specialmente nel tratto Punta secca – Beffettuccio. 

martedì 29 marzo 2016

Laboratorio Palmaria

E' stato siglato il 14 marzo il Protocollo di Intesa QUI tra Ministero della Difesa, Regione Liguria, Comune di Porto Venere e Agenzia del Demanio con il quale alcuni dei beni presenti sull'isola Palmaria e appartenenti al Demanio Militare passano nella disponibilità del Comune di Porto Venere che si impegna a redigere un progetto per la loro valorizzazione. Tale passaggio non è a titolo gratuito poiché il Comune di Porto Venere si impegna a eseguire senza oneri per il Ministero della Difesa e per la Marina Militare (cioè a sue spese) interventi di innovazione e di manutenzione straordinaria e ordinaria all'interno di proprietà che rimangono al Ministero della Difesa, in particolare ai due stabilimenti balneari riservati ai dipendenti del Ministero, civili e militari, nonché a strade e reti tecnologiche che saranno oggetto di realizzazione o di manutenzione.
Le proprietà che vengono cedute al Comune sono costruzioni che, pur avendo bisogno di importanti interventi di ristrutturazione, sono poste in posizioni panoramiche all'interno di un contesto naturale che le rende molto appetibili. La struttura di maggior estensione è il Forte Cavour che si trova sul tetto dell'isola ed ha una grande importanza da un punto di vista sia storico che architettonico.

lunedì 29 febbraio 2016

I percorsi partecipati nel Comune di Porto Venere

In questo scritto ci riferiamo all'esperienza e a documenti elaborati dai Cantieri dell'Urbanistica Partecipata negli anni dal 2004 al 2009. Ci è parso di dover fornire ai cittadini la possibilità di un “ripasso” su ciò che è stata la Partecipazione nel Comune di Porto Venere visti i temi che in questo periodo sono in evidenza, tra i tanti le dismissioni di beni militari, e quindi la questione Palmaria, e la sistemazione della baia delle Grazie. Nonostante le delusioni prodotte dall'atteggiamento negativo delle Amministrazioni che si sono succedute, come si leggerà nel seguito, e di fronte ai danni sociali e ambientali prodotti da tali atteggiamenti, continuiamo a pensare che la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica sia l'unico metodo che può garantire e produrre consapevolezza civica, senso di appartenenza a una comunità e riappropriazione del territorio come bene comune essenziale. Ci auguriamo pertanto che in questo momento così delicato per il Golfo, di passaggio di beni militari alla comunità, i cittadini non vengano tenuti all'oscuro e tagliati fuori ma possano assumere un ruolo determinante in decisioni che segneranno il loro futuro. Lo scopo di questo scritto non è solo elencare atteggiamenti errati affinché questi non si ripetano ma soprattutto sottolineare e ribadire l'importanza dell'esperienza vissuta, importanza culturale, sociale e umana che solo la dedizione dei professori Pizziolo e Micarelli ha reso possibile.
Il rapporto tra l’Università di Firenze e il territorio di Porto Venere ha avuto inizio nel 2004, quando Provincia della Spezia, Comune di Porto Venere e l'Università, Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione Territoriale, di cui era allora responsabile il Prof. Arch. Giorgio Pizziolo, andarono ad una convenzione su “I Paesaggi Partecipati” in attuazione sperimentale della Convenzione Europea del Paesaggio.