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domenica 16 aprile 2023

Giù le mani dalla Palmaria

Sabato 15 aprile si è tenuta sull’isola Palmaria una partecipata manifestazione, circa 300 persone nonostante il tempo incerto, per protestare contro la costruzione di uno stabilimento balneare nella ex Cava Carlo Alberto, proprio di fronte al paese di Porto Venere. La Manifestazione è stata indetta da 4 associazioni, Legambiente La Spezia, Posidonia, PSMN e Il frastaglio di Porto Venere e hanno poi aderito altre associazioni del territorio. Ha partecipato anche l’Associazione La nave di carta che, con la sua goletta Oloferne ha navigato nel canale di Porto Venere esibendo uno striscione con la scritta “Giù le mani dalla Palmaria”



Quello che segue è l’intervento dell’Associazione Posidonia


Sulla vendita di beni sull’isola Palmaria restituiti dalla Marina Militare e quindi ritornati nel pieno possesso dei cittadini, così come sull’attuazione del Masterplan che cambierà il volto dell’isola, si sono dette e scritte molte cose (anche in questo blog all’etichetta Palmaria). Ancora una volta sottolineiamo il termine “restituiti” perché i beni di cui si parla erano “in uso” alla M.M. che li ha lasciati andare in malora e, una volta degradati, ha pensato bene di renderli al Comune in cambio di lavori di ristrutturazione per 2.600.000 euro circa ai beni che rimangono a lei, cioè due stabilimenti balneari dove possono entrare solo i dipendenti, civili o militari, del Ministero della Difesa.


martedì 11 aprile 2023

Palmaria per noi

 Sulla vendita di beni sull’isola Palmaria restituiti dalla Marina Militare e quindi ritornati nel pieno possesso dei cittadini, sull’attuazione del Masterplan che cambierà il volto dell’isola, si sono dette e scritte molte cose. L’attenzione negli ultimi tempi si è concentrata sul progetto di stabilimento balneare nella ex Cava Carlo Alberto che non riguarderà solo un’area privata ma che interesserà anche la scogliera, quindi un’area pubblica, e l’Area di Tutela Marina con la costruzione di un pontile d’attracco, anche se stagionale.

Sappiamo bene che lo stabilimento non ha a che fare con la realizzazione del Masterplan, ne segue solo la filosofia, che è quella di fare della Palmaria la Capri della Liguria, banalizzarla, renderla uguale a tanti non luoghi da consumare e non da vivere.

Le note che seguono sono state pubblicate da Legambiente e dalla Associazione Posidonia in risposta a dichiarazioni del Sindaco che fanno risalire il progetto addirittura al 2002 .





domenica 9 gennaio 2022

Non si vende il Paradiso

Il Comune di Porto Venere prosegue nella sua politica di vendita di beni della comunità. Un terreno qui, un fabbricato là, un rudere o un luogo degradato, un pezzo alla volta stiamo perdendo beni che non sono vecchiume inutile di cui disfarsi, ma frammenti di storia.

Ultimo in ordine di tempo un terreno di circa 10.000 mq sopra il Castello Doria, lungo il sentiero ex n. 1, che ha al suo interno una fabbricato diruto su due piani di circa 100 mq. La particolarità di questo sito, oltre la splendida vista sul promontorio di San Pietro, le isole e il mare aperto che da lì si gode, è data da un ciclopico muro a secco, di forma semicircolare, costruito per proteggere i secolari olivi retrostanti dai venti di libeccio e di maestrale creando quello che viene definito “giardino pantesco”. Negli anni le chiome degli alberi hanno fatto un tutt’uno con la sommità del muro e formano una sorta di cupola che protegge il terreno all’interno.

Un’altra amministrazione nel 1982 lo acquistò da privati, i proprietari delle cave di marmo portoro che utilizzavano il terreno e il fabbricato per la loro attività estrattiva, per farne patrimonio di tutti e salvare il sito dalla speculazione.

Il fabbricato e il terreno, compreso il “giardino pantesco”, sono ora messi all’asta e verranno battuti il 31 gennaio 2022.

domenica 20 dicembre 2020

Una nota sulla grave situazione a Porto Venere


Il nostro sindaco, Matteo Cozzani, è quasi sempre assente da Porto Venere, da quando, ancora prima delle elezioni, è stato nominato capo dello staff e, successivamente, capo di gabinetto di Toti.

Con la scusa del COVID nega lo svolgimento dei Consigli Comunali in presenza. L’opposizione ha protestato, forte anche della nota della Prefettura pervenuta all’Amministrazione che non vieta lo svolgimento in presenza, purché nel rispetto delle norme anti-Covid. Chi conosce la sala Consiglio di P.V. sa che può contenere tranquillamente 14 persone ben distanziate. Lo svolgimento in presenza favorirebbe sia la discussione in aula che la comprensione da parte del pubblico collegato in rete.


domenica 21 luglio 2019

Palmaria. Il Masterplan e i valori paesistici dell'isola

L’isola Palmaria, per la cui valorizzazione è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa e elaborato un Masterplan QUI che stiamo riesaminando in tutte le loro implicazioni, è inserita dal 1997 nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO e dal 2004 rientra nelle disposizioni del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio come paesaggio protetto. Dopo l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale è stata definita l’Area di Tutela Marina e dal 2001 l’isola è stata inclusa nel Parco Regionale di Porto Venere. E’ Sito di Interesse Comunitario, IT 1345103, istituito nell’ambito di Natura 2000 con lo scopo di garantire il mantenimento della conservazione del paesaggio e della flora e fauna locali. Nel 2016, quindi solo tre anni fa, in concomitanza con l’avvio del percorso di valorizzazione dell’isola, è stato varato il Piano di gestione per il Sito Unesco con l’obiettivo di promuovere nel modo più ampio possibile il valore eccezionale del sito.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico, PTCP, è lo strumento di pianificazione territoriale della Regione Liguria su cui è basato il quaderno2 del Piano di Gestione del Sito Unesco che prende in esame gli ambiti in cui è stato suddiviso il territorio ligure; Porto Venere e le isole sono l’ambito territoriale n. 94. Nei Caratteri generali del paesaggio leggiamo, limitatamente all’isola Palmaria, “Di notevole valore paesistico è l’isola Palmaria, caratterizzata da un versante roccioso, con grotte a picco sul mare e da quello opposto che scende gradatamente all’arenile, con approdi e lembi di spiaggia, coronata da vegetazione mediterranea…. Sull’isola si trova una ricca vegetazione spontanea ben conservata, con pinete a pino marittimo, macchia mediterranea e latifoglie termofile (leccio e roverella)”. In questa descrizione “le isole, a parte alcune emergenze monumentali, sono prive di insediamenti” e negli Indirizzi per la pianificazione si afferma che nelle isole “le potenzialità insediative sono da ritenersi esaurite” mentre per l’assetto vegetazionale si raccomanda il consolidamento-modificabilità definendo i boschi “nel complesso poco estesi la cui superficie può essere incrementata rispettando le tendenze evolutive in atto su aree prative e arbustate”. 

giovedì 11 luglio 2019

Isola Palmaria. Verso la realizzazione del Masterplan


L’importanza ambientale dell’isola Palmaria, i suoi fondali e la sua bellezza, prerogative che le hanno valso i riconoscimenti nazionali e europei sui quali torneremo nel prossimo scritto, sono stati ribaditi nel Piano di Gestione per il Sito Unesco redatto con la collaborazione di UNESCO, MiBACT, Regione Liguria, Comune di Porto Venere e FILSE e entrato in vigore nel 2016.
Contemporaneamente, sempre nel 2016, veniva sottoscritto il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione dell’Isola Palmaria. Abbiamo già scritto sulla distorta interpretazione del termine “valorizzazione” e anche sulla consuetudine degli amministratori di trasformare importanti riconoscimenti ambientali in vuote enunciazioni di principio mentre contemporaneamente operano in ossequio al più spregiudicato sfruttamento dei beni. La stessa cosa è successa e succede ogni volta che le amministrazioni mettono in atto processi partecipativi unicamente per allettare quei cittadini che desiderano interessarsi e contribuire alla gestione del proprio territorio, mentre contemporaneamente elaborano progetti a vantaggio di singoli speculatori dimostrando anche una visione miope e di corto respiro sul territorio che amministrano.
Questo sta accadendo per l’isola Palmaria, vicenda che dovrebbe avere a che fare esclusivamente con la tutela e la conservazione di un bene comune e non con il suo sfruttamento e la sua monetizzazione.


domenica 30 giugno 2019

Beni culturali: il petrolio dell'Italia


Il titolo esatto del Protocollo d’Intesa citato nell’articolo precedente è Protocollo di Intesa per la valorizzazione dell’isola Palmaria.
Il già citato articolo 2 comma 3, ai punti c e d prevede di:
c) contribuire alla valorizzazione dell’isola Palmaria nell’ambito di un progetto pilota che sia fortemente basato sulla presenza storica,culturale e materiale, della Marina Militare;
d) favorire il processo di valorizzazione dell’isola Palmaria quale esempio di sviluppo sostenibile di un bene di grande valore storico, culturale, ambientale e paesaggistico;”
Con questo secondo articolo vogliamo analizzare l’origine e l’uso divenuto ormai consueto di questo termine, valorizzazione, il cui significato abbiamo più volte stigmatizzato con l’equivalenza “valorizzazione = monetizzazione”.

Nel 2004 fu approvato il Codice dei Beni Culturali che all’articolo 6 definisce la valorizzazione come quel processo che dovrebbe promuovere la conoscenza del patrimonio culturale italiano e assicurarne le migliori condizioni di fruibilità allo scopo di favorire lo sviluppo della cultura.
Da subito però il termine ha assunto una connotazione economica, andando di pari passo con la mercificazione dei beni culturali e naturali, e questa visione si è talmente consolidata negli anni nella politica italiana da divenire oggetto di studio e di ricerca anche all’estero.