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lunedì 4 agosto 2025

Riappropriamoci dei nostri spazi

 



Ritorniamo su un tema che consideriamo fondamentale per la nostra comunità: l’utilizzo degli spazi pubblici. Nel nostro Comune, Porto Venere, sale e spazi all’aperto non sono liberamente e gratuitamente utilizzabili dai cittadini per riunirsi, discutere, festeggiare compleanni, organizzare eventi culturali e per realizzare tutte quelle iniziative che legano le persone e mantengono viva l’identità di un luogo. I nostri spazi lungo mare, per notevoli estensioni, sono proprietà dell’Autorità di Sistema Portuale o di competenza della Capitaneria di Porto e per avere in concessione questi spazi l’Amministrazione paga canoni annuali. Questi spazi, così come le sale comunali, sono poi utilizzabili dai cittadini solo sottostando ad una pesante prescrizione: presentare all’Amministrazione richiesta di patrocinio e la sua successiva concessione (D.G.C. 174/2023). Questa situazione è aggravata dal fatto che il nostro Comune, a differenza di molti in Italia, non si è dotato di un regolamento per la concessione del patrocinio. Concederlo o meno, quindi, è un atto totalmente arbitrario nelle mani dell’Amministrazione pro tempore che, ricordiamolo, non ha la titolarità dei beni comunali ma ne è solo il gestore. In quanto tale, l’unico compito del Comune dovrebbe essere vigilare perché non vi si svolgano iniziative o manifestazioni contrarie alla nostra Costituzione.

giovedì 1 maggio 2025

Il Parco dov'è?

 


L’Associazione Posidonia e Fabio Giacomazzi, biologo di Legambiente, replicano alle dichiarazioni riportate nell’articolo pubblicato il 29 aprile su Il Secolo XIX con il titolo “Porto Venere assente agli eventi sul Tino”



Apprendiamo con sconcerto, ma purtroppo senza eccessivo stupore, che le visite all’isola del Tino “sono regolate da accordi specifici tra Marina e CAI, con limiti di frequentazione perché non ci sono i cessi”, come dichiarato dal Consigliere Comunale Balzarotti.

La prima obiezione, che non è solo formale, riguarda questi “accordi specifici” che non sono mai stati resi noti. Trattandosi di un bene di tutti i cittadini, e di un bene preziosissimo quale è l’isola del Tino, crediamo che non dovrebbe esserci bisogno di fare richiesta per avere il testo di questi accordi ma che dovrebbe essere un dovere dell’Amministrazione portarli a conoscenza di tutti.

sabato 28 dicembre 2024

Tacciano le armi

 


Il Consiglio Comunale di Porto Venere nella seduta del 23 dicembre u.s. ha respinto a maggioranza l’o.d.g. sul riconoscimento dello Stato di Palestina proposto da ANPI Nazionale, ARCI e molte altre sigle che operano per la pace e in difesa dei diritti dei popoli. L’o.d.g. chiedeva il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina ritenendolo un passo fondamentale per equiparare la sua condizione sul piano politico a quella degli altri Stati, per riconoscere le aspirazioni legittime ad avere uno stato da parte dei palestinesi e per ribadire le tutele previste dal Diritto Internazionale. Non sono più sufficienti le dichiarazioni di condanna delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea ma occorre una ferma presa di posizione per fermare il massacro che si sta attuando nella striscia di Gaza e porre fine all’occupazione militare israeliana.

L’o.d.g. è stato letto in Consiglio Comunale da uno dei consiglieri di minoranza, è stata letta un’intervista al coordinatore uscente delle Nazioni Unite sul fallimento della diplomazia, ma nulla da fare. La posizione della maggioranza è stata espressa da sindaco e vicesindaco secondo i quali si tratta di una questione soggettiva e il C.C., la casa dei cittadini, non è luogo in cui parlarne.

lunedì 25 luglio 2022

La boa che non ritorna

 

A fine maggio abbiamo inviato all’Ufficio Parco del Comune di Porto Venere la richiesta sul mancato riposizionamento della boa di segnalazione dell’Area di Tutela Marina, situata al largo di Punta Beffettuccio e spazzata via, ormai da parecchio tempo, da una mareggiata. La risposta è arrivata: la boa non è stata ricollocata perché non ci sono soldi.





E’ la conferma di quanto avevamo scritto QUI sulla cancellazione dei finanziamenti al Parco: dal bilancio non si possono reperire neppure le poche migliaia di euro necessarie per riposizionare questa boa.

lunedì 30 maggio 2022

Apparente dimenticanza



Abbiamo più volte e ampiamente scritto in questo blog sul Parco Naturale Regionale di Porto Venere, sullo stato di abbandono in cui versa e sulla mancanza di progetti scientifici sia sulla parte terrestre che sull’Area Marina.


Dobbiamo riprendere l’argomento per una “apparente dimenticanza” avvenuta in occasione della giornata europea dei Parchi che si celebra in tutta Europa il 24 maggio. Nella Pagina Facebook La mia Liguria, collegata alla Regione, compare l’elenco dei Parchi Regionali Liguri che hanno aderito all’iniziativa. Unico assente il Parco di Porto Venere.


lunedì 21 febbraio 2022

Venduto!

 


Con la vendita all’asta del fabbricato di via della Crocetta se ne è andato un altro pezzo del nostro territorio e della nostra storia.

E’ stato venduto un edificio diruto sopra il cimitero di Porto Venere, edificio inserito in un contesto dall’altissimo valore naturalistico, ambientale e anche storico.

L’edificio si trova lungo una via di lizza che dalle soprastanti cave di portoro faceva scendere i massi fino al paese. Ne sono testimonianza i fori dei piri attorno ai quali venivano avvolte corde di canapa che frenavano la discesa dei massi. Nelle vicinanze dell’edificio sono stati ritrovati anche antichi attrezzi e macchine per la lavorazione del marmo. Una zona importante per l’economia del tempo, che potrebbe esserlo anche oggi se rivalutata e valorizzata a fini museali.

La casa è stata abitata a lungo, almeno fino a dopo la seconda guerra mondiale da famiglie di Porto Venere, che coltivavano il terreno e ospitavano anche cavatori che venivano a lavorare dalle cave di Carrara. Come purtroppo succede in tutte le cave, anche lì ci sono stati morti che gli anziani del paese ricordano con amore e con rispetto.

domenica 9 gennaio 2022

Non si vende il Paradiso

Il Comune di Porto Venere prosegue nella sua politica di vendita di beni della comunità. Un terreno qui, un fabbricato là, un rudere o un luogo degradato, un pezzo alla volta stiamo perdendo beni che non sono vecchiume inutile di cui disfarsi, ma frammenti di storia.

Ultimo in ordine di tempo un terreno di circa 10.000 mq sopra il Castello Doria, lungo il sentiero ex n. 1, che ha al suo interno una fabbricato diruto su due piani di circa 100 mq. La particolarità di questo sito, oltre la splendida vista sul promontorio di San Pietro, le isole e il mare aperto che da lì si gode, è data da un ciclopico muro a secco, di forma semicircolare, costruito per proteggere i secolari olivi retrostanti dai venti di libeccio e di maestrale creando quello che viene definito “giardino pantesco”. Negli anni le chiome degli alberi hanno fatto un tutt’uno con la sommità del muro e formano una sorta di cupola che protegge il terreno all’interno.

Un’altra amministrazione nel 1982 lo acquistò da privati, i proprietari delle cave di marmo portoro che utilizzavano il terreno e il fabbricato per la loro attività estrattiva, per farne patrimonio di tutti e salvare il sito dalla speculazione.

Il fabbricato e il terreno, compreso il “giardino pantesco”, sono ora messi all’asta e verranno battuti il 31 gennaio 2022.

martedì 29 giugno 2021

Il Parco Naturale Regionale di Porto Venere. Parte seconda: una sentenza della Corte Costituzionale

 


La Regione Liguria ha sferrato un attacco alle Aree naturali Protette con la legge 3/2019, contestata dal Governo e oggetto di una sentenza della Corte Costituzionale di cui parleremo. Uno degli articoli contestati prevedeva che il Piano del Parco andasse ad integrare la pianificazione territoriale, concetto già presente nella Legge Regionale sulle Aree Strategiche. Secondo questa Legge, la 29/2017 che ha istituito le Aree strategiche (ne abbiamo parlato QUI) e la successiva D.G.R.532/2019, i vari Piani paesaggistici e urbanistici che regolano il territorio devono essere armonizzati con il Masterplan o, meglio, come detto dall’architetto Tomiolo della Regione Liguria, a Porto Venere il 12 giugno 2019 durante la presentazione dello Scenario 5bis, “dobbiamo passare dal Masterplan che giuridicamente non ha una valenza operativa, non ha effetti sul territorio, non determina norme di salvaguardia, non consente l’attuazione di interventi, dovremo passare a far diventare i contenuti del Masterplan contenuti del PUC, contenuti del Piano del Parco, contenuti del Piano Paesaggistico Regionale, cioè gli strumenti che attualmente operano sul territorio”.


domenica 20 dicembre 2020

Una nota sulla grave situazione a Porto Venere


Il nostro sindaco, Matteo Cozzani, è quasi sempre assente da Porto Venere, da quando, ancora prima delle elezioni, è stato nominato capo dello staff e, successivamente, capo di gabinetto di Toti.

Con la scusa del COVID nega lo svolgimento dei Consigli Comunali in presenza. L’opposizione ha protestato, forte anche della nota della Prefettura pervenuta all’Amministrazione che non vieta lo svolgimento in presenza, purché nel rispetto delle norme anti-Covid. Chi conosce la sala Consiglio di P.V. sa che può contenere tranquillamente 14 persone ben distanziate. Lo svolgimento in presenza favorirebbe sia la discussione in aula che la comprensione da parte del pubblico collegato in rete.


lunedì 19 ottobre 2020

Parte terza - Il Parco oggi


Nei due post precedenti abbiamo descritto le leggi che hanno portato alla nascita del Parco Naturale Regionale di Porto Venere e i principali strumenti che ne attuano le finalità. Abbiamo messo in luce come alcune decisioni sulla gestione del Parco abbiano creato situazioni di forte debolezza e non abbiano affatto contribuito allo sviluppo e alla tutela del Parco stesso.

Il primo nodo sta proprio nella gestione del Parco di Porto Venere che non è affidata a un Ente dotato di autonomia amministrativa e funzionale e di personalità giuridica di diritto pubblico, come prescriverebbe la legge regionale sulle aree protette, la 12/1995, ma è affidata al Comune. Come abbiamo già scritto solo altri due Parchi in Liguria sono a gestione comunale, Piana Crixia e Bric Tana, e questo perché, essendo i due Parchi nati prima della approvazione della legge quadro nazionale sulle aree protette, sono stati eccezionalmente e provvisoriamente affidati alla gestione diretta da parte dei Comuni. La legge quadro sulle aree protette, la 394 del 1991, stabilisce invece che i Parchi regionali siano gestiti da appositi Enti parco.

sabato 17 ottobre 2020

Parte seconda - Gli strumenti attuativi delle finalità del Parco Naturale Regionale di Porto Venere

 


L’articolo 4 della L.R. 30/2001 individua gli strumenti attuativi delle finalità del Parco, cioè il Piano dell'Area protetta ed il Piano pluriennale socio-economico.

Il Piano del Parco

Il Piano dell’Area protetta, o Piano del Parco, viene adottato dal Consiglio Comunale di Porto Venere con Deliberazione n. 20 del 27 aprile 2004, approvato con Deliberazione n. 70 del 28 dicembre 2005, dopo aver valutato le Osservazioni presentate dai cittadini, e quindi inviato alla Regione con nota 431 del 19 gennaio 2006. Il Consiglio Regionale approva definitivamente il Piano del Parco con delibera 38 dell’11 ottobre 2007.

Nel Piano approvato dalla Regione viene modificata la perimetrazione dell’area marina, così come richiesto dalla Commissione per la tutela del tratto di mare nominata ai sensi della Legge 30/2001. Questa commissione, con voto unanime nella seduta del 23 gennaio 2007, aveva chiesto di apportare alcune modifiche alla perimetrazione per includere aree di speciale rilevanza ecologica. Vengono così inseriti il tratto che costeggia l’isola Palmaria, tra Punta Secca e punta Beffettuccio, per la presenza di vaste praterie di posidonia, e tutto il periplo delle isole Tino e Tinetto, non solo le falesie a mare aperto già comprese nell’ATM. Il Parco nel suo complesso, terrestre e marino, assume così la connotazione che ha conservato fino ad oggi.


venerdì 16 ottobre 2020

Parte Prima . La nascita del Parco Naturale Regionale di Porto Venere

 

Inizia con questo la pubblicazione di tre post dedicati al Parco Naturale Regionale di Porto Venere. Nei primi due post ripercorriamo le leggi, nazionali e regionali, che hanno portato all’istituzione del Parco e esaminiamo i due principali strumenti attuativi delle sue finalità. Il terzo post descrive lo stato attuale del Parco ed è quindi una denuncia delle carenze e difficoltà che lo stanno soffocando




Nel 1941 il Ministero dell’Educazione Nazionale dichiarava il notevole interesse pubblico dell’isola Palmaria, del Tino e del Tinetto con il promontorio di Portovenere in quanto, come riconosceva la legge 1497 del 1939, “cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica” e “bellezze panoramiche considerate come quadri naturali”.

Gli faceva eco la Commissione provinciale di La Spezia per la tutela delle bellezze naturali che sottolineava “la grande importanza panoramica dell’isola Palmaria che unitamente alle minori del Tino e del Tinetto e al promontorio di Portovenere racchiude ed inquadra il Golfo di La Spezia in uno scenario di cospicua bellezza naturale”.

Dal riconoscimento di questa “cospicua bellezza” nascerà il Parco Naturale Regionale di Porto Venere. Vediamone brevemente la storia facendoci guidare dalle leggi, nazionali e regionali, che hanno portato alla sua realizzazione.


domenica 10 marzo 2019

I Talibani di Roma



Nel luglio 2002 la Frankfurter Allgemeine Zeitung pubblicava un articolo dal titolo “I talibani di Roma” con sottotitolo “Saldi di fine stagione. L’Italia sta per svendere i propri beni culturali”. Si riferiva a un provvedimento del governo Berlusconi, ministri Urbani e Tremonti, che mirava a fare cassa attraverso la vendita o la concessione pluriennale a privati del patrimonio dello Stato. L’articolista concludeva: “Oggi l’eredità culturale dell’Italia è degradata a mero valore economico, a una risorsa di cui ci si può disfare a piacimento. Ma non c’è nulla che dia la misura dello stato di salute della società quanto il rapporto che essa riesce ad avere coi propri monumenti e col proprio paesaggio”.
Passano gli anni e i governi ma non muta l’atteggiamento incurante verso il patrimonio storico, artistico e ambientale del nostro paese. Nel 2015 l’Agenzia del Demanio, governo Renzi, ministri Padoan, Franceschini e Pinotti, vara il Progetto Fari, Torri ed Edifici costieri costieri che “promuove una forma di turismo sostenibile legata alla cultura del mare, rispettosa del paesaggio ed in linea con la salvaguardia ambientale”. Tale progetto, che prenderà il via con un primo blocco di edifici nel 2016, vuole potenziare l’offerta turistico-culturale attraverso la rigenerazione e il riuso di siti di interesse storico e paesaggistico sul litorale procedendo all’affidamento attraverso lo strumento di “concessione/locazione di valorizzazione”.
Prosegue così l’affidamento di molti beni dei cittadini, che lo Stato dovrebbe tutelare come sancisce l’articolo 9 della Costituzione italiana, a privati che quasi sempre li sviliscono e banalizzano con usi non rispettosi della storia di questi edifici. Questo processo è portato avanti in modo frammentato, pochi beni all’anno, per far sì che l’impatto sull’opinione pubblica sia meno violento. 

sabato 23 febbraio 2019

Alle Osservazioni sulla variante PUD l'Amministrazione (non) risponde



Abbiamo letto con attenzione le risposte date alle nostre QUI e alle altre Osservazioni pervenute all’Amministrazione Comunale e con altrettanta attenzione abbiamo ascoltato la discussione in Consiglio Comunale
Nelle risposte, sia quelle contenute nella “Relazione istruttoria” (che potete leggere in coda all'articolo) che in quelle date verbalmente dal Sindaco durante il Consiglio Comunale, si insiste molto sulla distinzione tra osservazioni “di carattere strettamente tecnico” e osservazioni “di tipo politico”. Le Osservazioni presentate da 304 cittadini (179 protocollate nei termini e altre 125 protocollate a integrazione delle prime), così come le Osservazioni presentate singolarmente da due cittadini, sono state ritenute “non di carattere strettamente tecnico” ed è stato loro risposto in modo semplicistico riportando un brano della relazione tecnica allegata alla proposta di variante al PUD. In questo passaggio si sottolinea la volontà dell’Amministrazione di “salvaguardare e tutelare il bene demaniale marittimo, fortemente sentito dalla collettività territorialmente rappresentata, di usufruire del bene secondo modalità e comportamenti mirati alla sua valorizzazione e conservazione e garantire un equilibrato rapporto tra aree libere ed aree in concessione”. Nessuna risposta e nessuna considerazione per le esigenze di carattere sociale, per le perplessità e le difficoltà che questi cittadini hanno messo in luce. Come se i cittadini potessero essere ascoltati da un’Amministrazione solo se in grado di esporre rilievi tecnici e non si dovesse invece dare il massimo ascolto ai loro problemi ed anche ai loro suggerimenti. E’ come se si rispondesse: questo non siete in grado di capirlo, per il resto, fidatevi, ci pensiamo noi. Ma essere eletti non ha come conseguenza ottenere un potere assoluto, comporta sempre, qualsiasi sia la percentuale di voti ottenuti, rispettare le norme costituzionali sul rapporto partecipativo e collaborativo con i cittadini che non hanno dato, votando, una delega in bianco.


mercoledì 16 gennaio 2019

Spiagge attrezzate = spiagge occupate

 

L’Amministrazione Comunale di Porto Venere ha adottato, Delibera n. 61 del 14 dicembre 2018, una proposta di variante al PUD, Piano di utilizzo comunale delle aree demaniali marittime, che porterà a un notevole aumento dei pontili galleggianti nel seno dell’Olivo, alla modifica e cementificazione di un tratto di linea di costa e trasformerà le spiagge da libere a attrezzate lasciando libero solo l’ultimo tratto ai confini con lo stabilimento Le Terrazze.
L’Associazione Posidonia ha protocollato ieri in Comune a Porto Venere e in Regione Liguria le Osservazioni che pubblichiamo qui di seguito



Sindaco
Comune di Porto Venere

Assessore Urbanistica e Pianificazione Territoriale
Regione Liguria

Dipartimento Pianificazione Territoriale
Settore Tutela del paesaggio e Demanio Marittimo
Regione Liguria

Dipartimento Pianificazione Territoriale
Settore Pianificazione Territoriale e V.A.S.
Regione Liguria

Le Grazie 14 gennaio 2019


OGGETTO: Osservazioni alla proposta di variante al P.U.D., Progetto di Utilizzo comunale delle aree Demaniali marittime, adottata nel C.C. del 14/12/2018 con Deliberazione n. 61

L’Associazione Posidonia registrata alla Spezia, Agenzia delle Entrate, il 3 marzo 2009, C.F. 91070700116 presenta le seguenti osservazioni al provvedimento di cui all’oggetto che interessa principalmente il seno dell’Olivo riprodotto nell’immagine.



Osservazioni di carattere generale

Il primo principio che ci preme sottolineare è che le spiagge sono un bene pubblico che deve essere accessibile a tutti indipendentemente dalla capacità economica.
Il Piano utilizzo delle aree demaniali marittime, Deliberazione di Consiglio n. 18/2002 della Regione Liguria, stabilisce come prioritario “il soddisfacimento degli interessi pubblici e di uso pubblico” e impone che venga garantita “la libera fruizione dei litorali”.
Questo concetto è ribadito nelle Linee Guida approvate dalla Regione Liguria con Delibera di Giunta 512/2004 che ribadiscono la priorità del “libero e gratuito accesso al mare, che resta una delle finalità da perseguire nell’uso delle aree demaniali marittime”.
Il conseguimento di questa esigenza, cioè fruizione libera e gratuita degli spazi demaniali e del mare, si può ottenere, sempre secondo le Linee Guida, “individuando tratti fruibili del litorale (spiagge o scogliere praticabili) da lasciarsi liberi”. In un territorio come quello del Comune di Porto Venere così particolare da un punto di vista geo-morfologico, quell’aggettivo “praticabile” associato alle scogliere ha una forte valenza. I tratti di scogliera balneabile presenti nel territorio difficilmente possono essere definiti “praticabili”, brevi tratti lo sono solo per una particolare tipologia di frequentatori, cioè i giovani e le persone ancora agili, ma non certo per i bambini e gli anziani e tanto meno per i portatori di handicap.


venerdì 5 gennaio 2018

Sulla verifica di adeguatezza del P.U.C. nel Comune di Porto Venere

Dialogo immaginario (ma non troppo)

- Aiuto, ci siamo dimenticati il processo partecipativo!
- Fa niente, inseriamolo nel primo atto che dobbiamo pubblicare.
- Ma il tempo ormai è poco per svilupparlo, dobbiamo terminare la verifica del P.U.C. prima delle nuove elezioni.
- Pazienza, faremo le solite tre assemblee, una per frazione, e presenteremo/illustreremo quanto fatto tramite le solite slides.
- Ma non sarà un processo partecipativo, al più possiamo chiamarlo comunicativo.
- Andrà bene lo stesso, tanto nessuno se ne accorgerà!

Nel maggio 2012 la Regione Liguria inviò a molti comuni, tra i quali anche quello di Porto Venere, una Comunicazione con cui richiamava l’attenzione delle Amministrazioni sull’obbligo di provvedere alla verifica di adeguatezza del P.U.C. entro il semestre precedente la scadenza del termine di dieci anni dalla sua approvazione.
Il P.U.C. attualmente in vigore nel Comune di Porto Venere è stato approvato il 26 febbraio 2002 quindi secondo quanto comunicato dalla Regione la revisione avrebbe dovuto essere compiuta entro il 26 agosto 2011.
La comunicazione della Regione sottolinea che, in base alla L.R. 36/1997 e s.m., la verifica prevista dall’art. 45 è un adempimento obbligatorio cui i comuni devono provvedere “in quanto costituisce presupposto indispensabile rispetto a ogni iniziativa pianificatoria di variazione del P.U.C. che tali A.C. intendessero nel frattempo assumere”.
Come dire che eventuali varianti al P.U.C. che siano state approvate dopo il 26 agosto 2011 sono nulle?

venerdì 17 novembre 2017

Un nuovo campo sportivo? Perplessità e timori



Abbiamo letto su La Nazione del 13 novembre un articolo dal titolo “Rivoluzione urbanistica a Fezzano, Parcheggio sotto il campo da calcio”.
Viene presentato un progetto di modifica dell’attuale campo sportivo che prevede pavimentazione in sintetico, adeguamento delle misure e sopraelevazione con realizzazione di parcheggio sotterraneo. Si tratta di un progetto da molti anni ormai, almeno dal 2009, nei cassetti dell’Amministrazione comunale, ne avevamo già sentito parlare dal sindaco Nardini. Ora pare vada in porto, visto che c’è già stato l’accordo con le società sportive delle tre frazioni del Comune di Porto Venere.
Questa notizia ci suscita alcune riflessioni

Sul metodo

Di questo progetto i cittadini del Fezzano hanno sempre sentito solo qualche chiacchiera, dalla precedente amministrazione e anche dall’attuale, sempre in riunioni in cui l’argomento non era all’ordine del giorno ma se ne accennava quasi en passant, come di una cosa ipotetica e sulla quale la popolazione sarebbe poi stata coinvolta. Ora scopriamo che, senza che ci sia mai stato presentato un progetto né tantomeno chiesto un parere, senza che sia stata mai indetta dall’Amministrazione una riunione sull’argomento, la cosa è andata avanti, tanto che c’è già un accordo con le società sportive che gestiranno insieme la struttura.
Ancora una volta si mette in pratica un metodo già tristemente sperimentato dalla comunità, considerare i cittadini semplici spettatori ai quali dare informazioni, mettendo in pratica l’equazione comunicazione = partecipazione.
Su questa strana idea di partecipazione abbiamo scritto più volte e purtroppo ci torneremo, anche in relazione alla vicenda Palmaria


mercoledì 5 luglio 2017

Palmaria, bene comune da preservare


In data 10/10/2016 l’Associazione Posidonia ha inviato formale richiesta di partecipazione al Tavolo Tecnico costituito per dare attuazione alla dismissione di beni del Demanio Militare sull’isola Palmaria. Ne abbiamo scritto QUI e QUI
L’Associazione Posidonia ha quindi elaborato il documento qui di seguito che esprime la propria visione sull’isola Palmaria e sugli scenari che potrebbero configurarsi a seguito della dismissione di tali beni e loro passaggio nella disponibilità del Comune di Porto Venere.
Questo documento è stato inviato alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Ministero della Difesa e al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, Enti che compongono il Tavolo Tecnico e ai quali confidiamo di poterlo illustrare in una apposita seduta


Sullo schema metodologico procedurale per l’attuazione del Tavolo Tecnico



Dobbiamo innanzitutto esprimere la nostra sorpresa e contrarietà rispetto al percorso che si sta seguendo per l’attuazione del Tavolo Tecnico.

Nella Deliberazione n. 24 del 8/6/2016 del Consiglio Comunale di Porto Venere e nella successiva Delibera di Giunta n. 173 del 12/8/2016 è scritto che “il Tavolo Tecnico nella gestione dei lavori relativi all’”Agenda” curerà, attraverso la definizione di linee guida metodologiche, la definizione di un percorso di comunicazione ad ampio respiro e l’attivazione di un processo di partecipazione fino alle fasi attuative del Programma”.

Un processo di partecipazione, per essere tale, deve prevedere il coinvolgimento di tutti i cittadini interessati, riuniti o meno in associazioni, che devono, dopo ricerche, analisi, discussioni, costruzione di vari scenari, esplicitare e motivare la loro visione sul territorio in esame, in questo caso sull’isola Palmaria. Le risultanze di questo lavoro dovrebbero poi essere la base di un concorso di idee per individuare il progettista cui affidare l’incarico.

Qui si sta procedendo alla rovescia: si è dato l’incarico di elaborare il Master Plan ad uno studio tecnico senza aver neppure iniziato il percorso di partecipazione, e solo ora ai cittadini viene richiesto di esprimersi. O si tratta solo di comunicazioni dal Tavolo ai cittadini?

Vogliamo sottolineare che comunicare non è partecipare, questo progetto manca già di una gamba fondamentale, i cittadini che vivono questo ambiente e sui quali ricadranno le conseguenze delle scelte fatte.

Anche dal punto di vista della trasparenza il Programma di Valorizzazione dell’isola Palmaria ha avuto una partenza falsa: non sappiamo quali direttive sono state date alla studio Kipar, non sappiamo se il Tavolo Tecnico si è riunito (avrebbe dovuto farlo una volta al mese) e con quali risultati, così come non sappiamo nulla di eventuali riunioni della Cabina di regia, che dovrebbe riunirsi “almeno ogni tre mesi”. Non sappiamo nulla neppure della natura dell’incarico dato a chi dovrà curare i rapporti tra Tavolo e cittadini.

Noi speriamo che non si tratti di mera comunicazione in un solo verso, dal Tavolo ai cittadini, perché questo sarebbe solo veicolare decisioni già prese, ma che ci sia la reale volontà di ascoltare e prendere in considerazione i desideri e la visione dei cittadini.

Con questa speranza abbiamo steso il documento che segue che illustra la visione dell’Associazione Posidonia sull’isola Palmaria.



venerdì 10 marzo 2017

Ancora Kipar

Abbiamo letto e apprezzato lo scritto di Pierpaolo Bracco, pubblicato su Il Secolo XIX l’1 marzo, sull’affidamento all’architetto Kipar dell’incarico di advisor tecnico per la “redazione di scenari di intervento e masterplan” nell’ambito del programma di valorizzazione conseguente alla cessione al Comune di Porto Venere di beni del Demanio sull’isola Palmaria.
L’ingegner Bracco è stato a suo tempo tra i fondatori e i più attivi animatori del Comitato per la Salvaguardia dell’isola Palmaria che dal 2008 cercò di contrastare la cosiddetta riqualificazione ambientale inventata quale contorno all’abbattimento dello Scheletrone. Lo scempio di quell’operazione è ben visibile a chiunque percorra il tratto di sentiero dal Terrizzo a Punta Beffettuccio, specialmente nel tratto Punta secca – Beffettuccio. 

lunedì 25 luglio 2016

Non è solo un muro

Acquerello della Brigata Clerc
Alle Grazie, frazione del Comune di Porto Venere, è stata abbattuta con un blitz a tarda serata una porzione dell'antico muro perimetrale del Convento Olivetani per creare un accesso carrabile all'orto interno.
Questo muro compare gia in antiche carte, in particolare nel rilevamento topografico condotto dalla brigata napoleonica guidata dal capitano del Genio Pierre-Antoine Clerc che ha operato nel Golfo della Spezia tra l'inverno del 1809 e l'estate del 1811 producendo disegni, acquerelli e un grande plastico nel quale è riportato il muro di cui parliamo.
Ma vediamo bene dal principio. Qualche anno fa una coppia di nazionalità australiana acquista una abitazione situata all'interno dell'orto murato del Convento degli Olivetani. A tale abitazione si accede con una porta pedonale aperta da sempre a una estremità del muro. Da qualche mese i proprietari hanno fatto redigere un progetto che prevede l'apertura di un secondo varco, questa volta più ampio per consentire l'accesso dell'auto. La Commissione locale per il Paesaggio, di cui fa parte l'architetto progettista (piccolo conflitto di interessi?), esprime un primo parere favorevole al quale non segue però nessuna autorizzazione paesaggistica.