giovedì 17 gennaio 2013

Orgogliosi di essere mugugnoni


“Ci sono ambienti dell'economia e della società civile cittadina affezionati alla lamentazione e al mugugno, una "cultura" che rischia di essere letale con le sue tossine di rassegnazione e accidia.

Questo, e altro,  scrive il Sindaco Massimo Federici nel suo messaggio ai cittadini della Spezia.
Federici non è un unicum ma è espressione della casta dominante nel Golfo e nella Provincia, espressione di quella “cultura” che, con le sue tossine di autoreferenzialità, supponenza e antidemocraticità da molto tempo considera i cittadini sudditi che devono essere svegliati dal letargo solo quando devono votare.
A Federici hanno magistralmente risposto Rino Tortorelli e Marco Grondacci con argomentazioni che condividiamo in toto.

Vogliamo aggiungere qualche considerazione rapportata al comune di Porto Venere.
Dichiariamo di essere orgogliosi delle accuse che usualmente ci vengono rivolte, cioè di essere sempre ostili, di essere mugugnoni senza essere costruttivi, di essere faziosi, di spargere fango, di non condividere per partito preso le politiche poste in atto sul territorio, ecc.
Tutte queste accuse derivano dalla nostra esigenza di:

    volere che venga valorizzata, come un bene essenziale per la qualità della vita, la partecipazione che, nonostante la cappa opprimente in cui siamo costretti a vivere, molti cittadini cercano di praticare e allargare    
 - volere che questa partecipazione venga effettivamente praticata dall’amministrazione con chiare e condivise metodologie di attuazione e non con episodici e devianti interventi (per esempio il Percorso partecipativo sull’Olivo divenuto poi Percorso di ascolto attivo)


domenica 16 dicembre 2012

A Porto Venere ancora costruzioni

Con una recente delibera del Consiglio Comunale di Porto Venere si è proceduto all’adozione di variante al PUO con valenza PEEP per la zona del Fezzano e si è dato l’assenso all’indizione della Conferenza dei servizi.
Del Peep abbiamo già trattato in questo blog qui ma pensiamo sia utile riprendere  i concetti e le obiezioni principali
Il PEEP  dovrebbe avere finalità sociali per agevolare soggetti in difficoltà abitativa e incentivare le giovani coppie con basso reddito a rimanere sul territorio impedendo così l’abbandono dei borghi. Ci era stato detto che era necessario costruire queste case perché risultava da un’indagine (ma non sappiamo quale, commissionata da chi e in quale data) che un gruppo di persone (che devono avere “residenza anagrafica o attività lavorativa nel Comune di Porto Venere” come dice il Regolamento Comunale per l’assegnazione di aree edificabili residenziali comprese nel Piano per l’Edilizia Economica e Popolare approvato con Deliberazione di C.C. n. 15 del 22 aprile 2004 e attualmente in vigore) ne aveva necessità.
C'è stata quindi una gara tra cooperative e due hanno avuto in assegnazione le aree previste nel PUC. Immediatamente dopo aver avuto le aree una di queste cooperative ha pubblicizzato queste nuove costruzioni in ambienti commerciali cercando acquirenti. Ribadiamo i nostri dubbi:
-     se il numero dei soci deve essere, al momento dell’assegnazione delle aree, pari al numero di alloggi da realizzare (art. 6 del regolamento comunale), perché le case sono state pubblicizzate e si sono cercate persone da associare, e alle quali poi assegnare gli alloggi, dopo che il Comune aveva proceduto all’assegnazione delle aree e quindi già valutato i requisiti delle Cooperative partecipanti?
-       la corrispondenza e veridicità delle dichiarazioni sui requisiti richiesti ai soci delle cooperative non avrebbero dovuto essere valutate dalla apposita commissione alla data di assegnazione delle aree?

giovedì 6 dicembre 2012

Strade negate

La storia di oggi riguarda una strada in località Olivo a Porto Venere che è stata sottratta (o si è cercato di sottrarre) all’uso pubblico. E’, a nostro avviso, una storia di ordinaria prepotenza e prevaricazione nei confronti di cittadini che, per fortuna, non ci stanno e protestano. Come di consueto il racconto è basato su documenti a disposizione di chiunque volesse prenderne visione.


Nell'elenco delle strade comunali extraurbane di Porto Venere, secondo il censimento al 31 dicembre 1964, compare la I traversa di via Olivo, da via Olivo ai complessi edilizi della Soc. Imm. “Riviera di Portovenere”, strada a fondo asfaltato e lunga m. 100. Da questo complesso edilizio fino a via Garibaldi c'è una scala “storica” che gli abitanti già percorrevano, quando ancora non esisteva via dell'Olivo, per raggiungere il cantiere che si trovava dove ora c'è la spiaggia libera.
All’interno della proprietà della Immobiliare La Riviera S.r.l., che nel seguito chiameremo condominii di via Olivo e di via I traversa Olivo, o più brevemente Condominii, c’è un’area espressamente destinata a verde pubblico, come è scritto nell'atto di sottomissione del 30 settembre 1968. All’interno di questa area l’illuminazione è garantita da un lampione censito tra quelli comunali.
Nel febbraio 2008 viene depositato dall'Amministratore dei Condominii suddetti, sig. Elisabetta Cozzani, una Dichiarazione di Inizio Attività, firmata dal geom. Fabio Filippi. Il progetto prevede la costruzione di nuova recinzione a confine con la strada, recinzione che delimiterà l'area di proprietà della Immobiliare Riviera di Portovenere S.r.l. garantendo il passaggio che collega via Olivo con via Garibaldi attraverso la realizzazione di un ingresso pedonale senza chiusura.
Il 26 settembre 2009 viene depositata una seconda D.I.A., firmata dall’Amministratore e dal progettista geometra Stefano Vannucci della società EptaConsult, che, rispetto alla precedente, modifica la posizione di un cancello carrabile e non specifica se i cancelletti pedonali rimarranno aperti o no.

sabato 1 dicembre 2012

Affari e Politica ovvero Due o tre cose che so di lei

Terza puntata. Seconda parte. Immobili sfitti o inutilizzati: ne abbiamo trovati alcuni

Chi percorre la strada che va dalla Spezia a Porto Venere, l’antica napoleonica, nota subito un grande numero di nuove costruzione, alcune già terminate, altre ancora in corso e altre di cui viene annunciato l’inizio. In un tratto di strada di circa 5 Km, poco più di 2 in linea d’aria, da Marola alle Grazie, anche un passante distratto nota queste opere e nota anche che un gran numero di appartamenti, ne abbiamo contati oltre 40, sono invenduti e quindi inutilizzati.
Le foto che vi proponiamo sono solo alcuni esempi, in tutto abbiamo contato 15 interventi ma anche questo è un numero per difetto poiché ci siamo limitati a quello che si vede lungo la strada senza salire verso la collina. Abbiamo tralasciato Porto Venere perché lì i prezzi sono inaccessibili, a meno che non si abbia la possibilità di pagare in rubli, e ci siamo limitati a case dai costi più abbordabili, costi che, vista la crisi del settore, continuano a scendere.
Ci chiediamo:
un’Amministrazione che abbia a cuore gli interessi di TUTTI i suoi amministrati, e non solo di alcuni, non dovrebbe preoccuparsi di vedere prima totalmente utilizzato il già costruito e poi, se proprio serve, rilasciare altri permessi?
Perché le varianti al PUC vengono sempre adottate a vantaggio di pochi, per aumentare il consumo di territorio, e mai per migliorare la qualità della vita dei cittadini preservando quel territorio che è il principale bene comune di tutti?
Non abbiamo mai visto una variante che stabilisca che in un certo luogo non si potrà più costruire, le abbiamo sempre viste adeguarsi agli interessi di pochi ampliando le possibilità di edificare. Ma come si vede, anche solo percorrendo questo breve tratto di strada, buona parte del costruito rimane poi invenduto: si è trattato solo di inutile consumo/spreco di territorio che mai più ritornerà quello che era.



mercoledì 21 novembre 2012

Affari e Politica ovvero Due o tre cose che so di lei

Terza puntata. Prima parte. Immobili sfitti o inutilizzati: dove sono?

Il Forum Nazionale Salviamo il paesaggio ha promosso un censimento degli immobili sfitti o inutilizzati di cui abbiamo già parlato qui.
Le schede sono state inviate agli 8056 comuni italiani e ad oggi hanno risposto 461 comuni , cioè il 5,72% del totale. Tra le risposte pervenute alcune sono complete, altre parziali e alcuni comuni hanno risposto di non poter rispondere.
In Liguria i Comuni sono 235 e le risposte ad oggi pervenute al Forum sono state 13 (sempre contando quelle complete, quelle incomplete e le non risposte), cioè il 5,53%
Nella provincia della Spezia su 32 comuni uno solo ha risposto, Santo Stefano Magra, inviando una scheda compilata in ogni sua parte.
Perché le Amministrazioni sono così restie a dare questi dati? Forse perché preferiscono continuare a rilasciare permessi per costruire e cementificare il territorio, spesso nascondendo vere e proprie speculazioni edilizie dietro l’ipocrita paravento della riqualificazione ambientale o dell’utilità sociale?

mercoledì 14 novembre 2012

Affari e Politica ovvero Due o tre cose che so di le

Seconda puntata. La Porto Venere Sviluppo Srl

    L’argomento di questo post è la Portovenere Sviluppo e Valorizzazione Immobiliare Spa trasformata dall’attuale amministrazione in Porto Venere Sviluppo Srl. La vicenda è complessa e i punti che vogliamo portare all’attenzione dei cittadini sono molti, per questo motivo la trattazione si è dilatata e abbiamo scelto di pubblicare una sintesi, divisa in tre parti, rimandando chi fosse interessato a conoscere l’intera vicenda alla lettura di una pagina correlata.
    Tutti i dati riportati sono desunti da verbali di Consiglio Comunale, Deliberazioni di Giunta e di Consiglio, registrazioni di pubblici dibattiti, visure camerali e norme legislative, a disposizione di chiunque volesse prenderne visione.

Parte prima: La nascita della società
Nel 2006, quando era sindaco del comune di Porto Venere Salvatore Calcagnini, è stata istituita la società per azioni Porto Venere Sviluppo e Valorizzazione Immobiliare S.p.a. con i seguenti compiti:
-  la costruzione di parcheggi al Fezzano,
-  il Centro di Educazione Ambientale di Porto Venere  
-  il completamento dei parcheggi e area verde in località Cavo a Porto Venere.
    Un quarto intervento era già presente nell’elenco dei Progetti Prioritari del Parco Naturale:
-  i lavori di ristrutturazione del Centro di Educazione Ambientale dell’isola Palmaria.
Alla creazione di questa società erano state rivolte molte critiche e osservazioni da parte di cittadini, in particolare dal gruppo de I Cantieri dell’Urbanistica Partecipata che definiva la Spa uno strumento che avrebbe sottratto alla popolazione la proprietà del patrimonio pubblico trasferendolo ad una società che avrebbe agito con logiche puramente aziendali. La natura giuridica della Spa, pur essendo l’unico socio il Comune di Porto Venere, non garantiva la non immissione del patrimonio pubblico sul libero mercato e non metteva al riparo la Società da azioni speculative. Si metteva in evidenza anche che la popolazione non era consapevole delle modifiche intervenute sulle sue proprietà comunali, il che testimoniava di come l’operazione fosse avvenuta senza la necessaria trasparenza. 
Le motivazioni che hanno portato alla costituzione della società sembravano derivare dalla volontà di tessere una rete di “affari” senza rispondere alle esigenze di tutelare il “bene comune”. Inoltre questa decisione è stata presa senza una adeguata informazione e partecipazione dei cittadini che sono stati così esclusi dalla gestione del proprio territorio. L’unica logica con cui si proponeva di gestire per mezzo della società il bene comune rispondeva unicamente non all’interesse collettivo ma alla logica aziendale legata al mercato. 
Nella primavera 2008 è iniziata la campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione e nel programma del PD veniva tra l’altro proposta la “revisione dell’operato della Porto Venere Sviluppo e Valorizzazione Immobiliare Spa attualmente causa di sprechi economici ed esclusa dal controllo dei cittadini” e veniva prospettata la sua liquidazione.

lunedì 5 novembre 2012

Salviamo il paesaggio

Da tempo ci battiamo contro l’insensato e inutile consumo di suolo che vede il territorio asservito ad interessi privati e spesso puramente speculativi, con grave danno per la qualità della vita di tutti noi.
Vi segnaliamo un appello pubblicato sul blog di Salviamo il paesaggio. L'autore è un giovane ingegnere di Savona, Tommaso Gamaleri, che ha fatto una scelta di lavoro coraggiosa e, purtroppo,  non molto diffusa.
Questo professionista ha lanciato un sasso, facendo conoscere il suo appello speriamo di allargare i cerchi e di seminare almeno qualche dubbio.

mercoledì 31 ottobre 2012

Per una volta parliamo di noi

Si è verificato nei giorni scorsi nel comune di Porto Venere uno spiacevole episodio ai nostri danni.

Qualcuno ha utilizzato il post di Affari e politica pubblicato sul blog e ne ha fatto un volantino premettendo al nostro scritto una frase che giudichiamo sciocca e inutile e firmando con una sigla sconosciuta, cioè in pratica ha diffuso un volantino anonimo.
Desideriamo prendere le distanze da tale modo di operare prima di tutto nel metodo: ogni scritto dell'Associazione ne porta la firma ed è chiaramente riconducibile a noi, l'anonimato è un modus operandi che non ci appartiene. Siamo lieti di sapere che il nostro scritto ha suscitato interesse ma vorremmo che la condivisione o il rigetto dei concetti espressi avvenisse con la piena assunzione di responsabilità degli scriventi.
Nel merito riteniamo di essere stati danneggiati poiché l'autore o gli autori del volantino hanno ridotto il nostro scritto, che voleva portare alla luce un  certo modo di intendere la politica e l'amministrare, ad un pruriginoso pettegolezzo. Desideriamo ribadire che il contenuto del nostro scritto pubblicato sul blog dell’Associazione è assolutamente vero, verificabile su documenti ufficiali a disposizione di chiunque volesse vederli.
Per parte nostra continueremo nella operazione di trasparenza e informazione inaugurata con quel post e riteniamo che azioni come quella dell'anonimo divulgatore si  (s)qualifichino da sole.

martedì 16 ottobre 2012

PROGETTO PER LA DIGA FORANEA DEL GOLFO Motto: ”MIRAGGIO”

Si è concluso con la scelta e la presentazione presso il Porto Mirabello del progetto vincitore, il bando di concorso promosso dall’Autorità Portuale della Spezia per la riqualificazione della diga foranea. Gli architetti Marinaro, Micarelli e Pizziolo avevano inviato la lettera che leggete sotto per spiegare perché questa ulteriore chiusura del Golfo della Spezia era ed è secondo loro improponibile



Una richiesta contraddittoria.
Nel bando di concorso per la sistemazione della diga foranea del Golfo, vi è una richiesta contraddittoria, poiché da un lato si richiede che il progetto sia sostenibile e dall’altro si indicano degli obbiettivi e degli interventi assolutamente improponibili dal punto di vista ambientale e paesaggistico, sia in sé sia nei confronti del sistema Golfo.

mercoledì 10 ottobre 2012

Affari e Politica ovvero Due o tre cose che so di lei

Prima puntata

Inauguriamo oggi una serie di post aventi la finalità di far emergere alcune vicende che ci paiono emblematiche per sottolineare un certo modo di intendere la politica e l’amministrare. I personaggi e le vicende descritti in questo e nei prossimi post appartengono territorialmente al nostro Golfo e più in generale alla nostra Provincia, La Spezia, ma invitiamo i lettori a riportare ogni episodio in un quadro di riferimento più ampio, di costume politico, senza soffermarsi sul particolare.
In questi post non si faranno supposizioni o ipotesi ma si metteranno in evidenza solo fatti ricavati da pubblici documenti di vari Enti (specificati volta per volta).
Consideriamo queste pubblicazioni una doverosa operazione di trasparenza.
  
La frana sulla Via dell'amore, Parco Nazionale delle 5 terre, ha coinvolto una società spezzina, Epta Consult, che aveva redatto i progetti relativi agli interventi di consolidamento del versante franato (così scrive il giornalista Paolo Ardito su Il Secolo XIX del 2 ottobre).
Quello che vogliamo narrare oggi, prendendo a pretesto questo tragico episodio di dissesto del territorio, è un intreccio di società, nomi e vicende che vede sempre gli stessi personaggi recitare più parti in commedia, una sorta di famiglia Forrester in cui tutto avviene al suo interno e tutto è legato dal collante “famiglia”.
La Epta Consult Società Cooperativa, codice fiscale 00256450115, numero REA Sp-65786, è stata costituita nel febbraio 1979, iscritta nel Registro Imprese della Spezia nel marzo dello stesso anno e successivamente iscritta nella sezione Ordinaria nel febbraio 1996. Nel 2001 la società ha subito una trasformazione nella forma giuridica ed è passata da Società Cooperativa a responsabilità limitata a Piccola Società Cooperativa a responsabilità limitata. Nel 2005 ancora una variazione della denominazione con modifica dell’atto costitutivo e la Società assume il nome e la forma giuridica attuali.